Calcio regionale, c’è chi dice no
L’A.S. Maroggia con una lettera invita tutte le società, dalla seconda alla quinta lega, a interrompere il campionato
di MMINO
Calcio regionale, c’è chi dice no
Foto CdT/Gabriele Putzu

“Meglio fermarsi, la salute prima di tutto”, così l’A.S. Maroggia in una lettera inviata a tutte le società del calcio regionale ticinese, dalla seconda alla quinta lega. Ruben Tiraboschi, allenatore del Maroggia (3° lega), da noi contattato sostiene che il calcio regionale si debba fermare e anzi “non doveva neanche ricominciare”. “Non siamo tranquilli e abbiamo sempre paura”, ha sottolineato. E aggiunge: “Il calcio è un hobby ma da sette mesi è diventato una preoccupazione. Questo non è il calcio che ho imparato a conoscere e ad apprezzare negli anni”.

“Non siamo professionisti”
Secondo Tiraboschi, quindi, è meglio interrompere il campionato per tutti, tranne che per i bambini. “Non siamo professionisti, siamo persone che dal lunedì al venerdì vanno a lavorare e che vanno a trovare i propri cari, non stiamo giocando la Champions League”, ha ribadito. Il comunicato, inviato attorno alle 13.00, finora ha già ricevuto diverse risposte affermative. “Sono otto le società che vorrebbero aderire alla nostra proposta”, afferma Tiraboschi. L’intenzione della Federazione Ticinese di Calcio, però, è di continuare per giocare almeno la metà delle partite al fine di confermare il campionato.

“Dal mese di marzo un brutto avversario ci sta sfidando e sta giocando con la salute di tutti noi, delle nostre famiglie, dei nostri cari: purtroppo questa partita la sta vincendo lui”, conclude l’allenatore del Maroggia.

Lettera inviata alle squadre

Calcio regionale, c’è chi dice no
  • 1