L’Fbi: “Quello non era un cappio”
Il presunto gesto intimidatorio nei confronti del pilota di Nascar Bubba Wallace secondo l’Fbi sarebbe solo un fraintendimento
di fsu
L’Fbi: “Quello non era un cappio”
Foto Shutterstock

Non un cappio messo lì per intimidire l’unico pilota afro-americano della Nascar, ma “una corda per aprire la porta del garage legata come un cappio”, si legge nel rapporto della Fbi citato dall’associazione sportiva riguardante il ritrovamento due giorni fa di un cappio nel box riservato a Bubba Wallace, unico partecipante nero del campionato americano di stock car e promotore dell’appello che ha portato a bandire la bandiera confederata dalle auto che vi partecipano.

Il garage numero 4 della Talladega Superspeedway è stato assegnato al pilota solo una settimana fa, si legge nel comunicato della Nascar, mentre la corda “era stata posizionata lì almeno l’autunno scorso”. Chi lo ha messo, quindi, non poteva immaginare che in quel box avrebbe preso posto il team numero 43. A provarlo anche delle prove fotografiche raccolte dal Federal bureau of investigation.

“Bubba Wallace non è stato vittima di un crimine d’odio”, sentenzia così la Nascar, che si dice “grata di scoprire che non è stato un atto intenzionale e razzista contro Bubba. Rimaniamo comunque fermi nel nostro impegno a fornire un ambiente accogliente e inclusivo a tutti coloro che amano le corse”.

Negli scorsi giorni erano state moltissime le manifestazioni di solidarietà nei confronti del pilota dell’Alabama. Sostegno culminato in una parata di tutta la Nascar sul circuito di Talladega.

  • 1