Mattias Codoni
Una Svizzera neutrale, sovrana e indipendente per costruire la pace
un mese fa
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La neutralità, uno dei pilastri fondamentali della democrazia elvetica e della rinomata opinione che i Paesi esteri hanno sui nostri buoni uffici e sulla Svizzera stessa, un vero e proprio valore, risulta sempre più distrutta. La neutralità sembra essere stata dimenticata a Palazzo Federale. La neutralità ha permesso alla Svizzera di crearsi un grande rispetto internazionale per la capacità dei suoi diplomatici di aiutare nella risoluzione di conflitti. Quello a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi ci deve fare riflettere, forse anche preoccupare. La Ginevra internazionale, che normalmente trovavamo sempre citata sui giornali locali ed esteri, come anche in televisione, quando si trattava di importanti incontri diplomatici tra nazioni, ormai viene rimpiazzata da città dei paesi emergenti dell’area eurasiatica, basti pensare ai colloqui di Astana per la Siria o a quelli di Antalya per l’Ucraina. Non deve certo stupire che la Russia si rifiuti ormai di ricorrere alla diplomazia elvetica, accusandola di non essere più neutrale, imparziale e di prendere attivamente parte a delle sanzioni che ci pongono fra gli avversari di una potenza atomica. Sanzioni per giunta controproducenti economicamente e appartenenti ad un organo sovranazionale di cui non facciamo nemmeno parte, l’Unione Europea! Questo non gioca certamente a favore della costruzione di una pace condivisa da entrambe le parti prese in causa. La Confederazione dovrebbe innanzitutto perseguire i propri interessi, mettendo in primo piano il benessere della sua popolazione e la sua sovranità. Ciò significa non piegarsi ai diktat di altre nazioni e di altre entità, in questo momento in particolare della NATO, degli USA e dell’UE. Significa agire cercando di mediare tra le parti in conflitto come del resto è sempre stata tradizione svizzera fare. Possiamo sì giocare un ruolo importantissimo nella costruzione della pace, ma non possiamo farlo se schierati a fianco della NATO. Noi come comunisti svizzeri vogliamo una Svizzera neutrale, sovrana e indipendente. Una Svizzera che possa fare la differenza nella costruzione della pace, di un mondo multipolare e della stabilità sia in Europa e laddove sia richiesto.

Mattias Codoni, membro di coordinamento della Gioventù Comunista

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