Stefano Dias
UBS e il futuro della piazza finanziaria svizzera
Redazione
9 mesi fa
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La recente acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS ha scosso profondamente la piazza finanziaria svizzera e ha fatto ondate nell'intero mondo finanziario internazionale. Questa mossa strategica ha sollevato molte domande sulla direzione che prenderà il settore bancario svizzero e quali saranno le conseguenze a breve e lungo termine per le due istituzioni coinvolte e per il sistema finanziario del paese. Le recenti informazioni rilasciate da UBS lo scorso 31 agosto hanno di fatto chiuso la ultra centenaria storia del Credit Suisse, che sarà completamente integrata nella struttura di UBS a partire dal 2025. Allo stesso tempo si è tirato un sospiro di sollievo per un numero di licenziamenti nettamente inferiori a quello che si prospettava; ma quello che più mi ha colpito è la fermezza, la qualità e la responsabilità nel portare avanti questa operazione del CEO Sergio Ermotti.

Qualche giorno fa ai microfoni della RSI ha spiegato in maniera chiara la bontà di questa operazione da parte di UBS, un affare storico nel mondo delle banche svizzere e mondiali. Entrambe le banche hanno una lunga storia e una presenza globale, ma le sfide finanziarie e le controversie che hanno afflitto Credit Suisse negli ultimi anni hanno portato all'inevitabile ricerca di una soluzione, che Ermotti sostiene sia stata la migliore strategia per evitare una crisi finanziaria. Ora dobbiamo iniziare a chiederci quali potrebbero essere gli impatti a lungo termine di questa operazione e secondo me ci sono quattro punti principali.

Innanzitutto, la stabilità finanziaria è cruciale, e UBS ha sottolineato che questa acquisizione contribuirà a rafforzare tale stabilità. Tuttavia, occorrerà monitorare attentamente come questa stabilità si svilupperà nel corso degli anni. In secondo luogo, la ricerca e lo sviluppo nel settore finanziario potrebbero beneficiare di maggiori investimenti grazie a questa acquisizione, con potenziali vantaggi a lungo termine per l'intera economia svizzera. La reputazione della Svizzera come centro finanziario affidabile è un altro aspetto da considerare. La gestione interna della crisi e l'assenza di interferenze estere sono stati punti positivi sottolineati dal CEO Sergio Ermotti. Infine, la regolamentazione sarà fondamentale per monitorare l’evoluzione dell’industria bancaria svizzera dopo questa acquisizione. Potrebbero essere necessarie nuove regole per garantire la concorrenza e prevenire il rischio sistemico, sebbene Ermotti abbia sottolineato la dimensione inferiore dell’aggregato di UBS e Credit Suisse rispetto alle banche cantonali svizzere.

In definitiva, il futuro del settore bancario svizzero sarà influenzato da come UBS gestirà questa acquisizione e dalle risposte alle sfide e alle opportunità che essa comporta. Sarà importante per le autorità di regolamentazione e per il paese nel suo complesso seguire da vicino questi sviluppi per garantire un sistema finanziario stabile e competitivo a lungo termine.

Stefano Dias, Candidato al Consiglio Nazionale Lista 23, Verdi Liberali Ticino

 

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