Simona Genini
Sussidi cassa malati: basta con gli sprechi
Redazione
20 giorni fa
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Nella nostra democrazia, l’estate è un po’ come la notte – serve a riposare, ma può anche portare consiglio. Nel caso del Canton Ticino, la pausa della politica quest’anno arriva in un momento particolarmente propizio, se pensiamo a ciò che ci aspetta alla ripresa – la parete verticale che dovremo scalare per allestire un preventivo 2025 che sia credibile e sostenibile.  Come gruppo PLR in Gran Consiglio, abbiamo cercato di approfittare degli ultimi giorni di attività, prima del «rompete le righe», per tornare su un tema che ha regalato uno dei siparietti più sconfortanti del dibattito sul preventivo 2024 del Cantone: i paradossi, tristemente irrisolti, che oggi gravano sul sistema di aiuti per il pagamento dei premi di cassa malati (anche noti come sussidi RIPAM).

 

Il frutto delle nostre riflessioni è una serie di domande – preparate con i colleghi granconsiglieri PLR Matteo Quadranti, Alessandro Cedraschi, Alex Gianella, Fabio Schnellman e Patrick Rusconi – che abbiamo rivolto al Consiglio di Stato. L’obiettivo è di capire quale direzione intendano imboccare il DSS e il Governo, in vista di una correzione delle storture che oggi costano milioni di franchi ai contribuenti ticinesi, senza produrre benefici apprezzabili. 

Il contesto è arcinoto. L’aumento dei costi della sanità sta trascinando al rialzo i premi dell’assicurazione malattia: lo Stato deve quindi intervenire in modo per sempre più consistente per sostenere le fasce più deboli della popolazione. L’entità dei sussidi che in Ticino sono erogati a questo scopo ha così raggiunto la cifra di 400 milioni all’anno (tra sussidi ordinari e PC). A preoccupare, ormai da anni, è soprattutto il fatto che il meccanismo attuale non è mirato e premiante per i virtuosi; basti pensare che oggi beneficiano dei sussidi anche famiglie con redditi molto elevati, fino a 180'000 franchi l’anno.

Considerando la difficile situazione finanziaria del Cantone, che porta con sé l'urgenza di garantire un uso più efficiente delle risorse pubbliche, è quindi imperativo procedere a un adeguamento. Come abbiamo spiegato qualche mese fa, durante il già citato dibattito sul preventivo 2024, l’obiettivo del PLRT non è di ridurre i sussidi versati alle fasce più fragili della popolazione. Ciò che vogliamo fare è rimediare a un livello di spreco che è ormai diventato inaccettabile, e vogliamo farlo per rendere il sistema stabile e sostenibile a lungo termine.

 

Per completezza, qui di seguito sintetizzo alcune delle domande che abbiamo rivolto al Consiglio di Stato, e che speriamo ricevano risposta rapidamente, in modo da orientare la discussione sul preventivo 2025 del Cantone – su uno dei temi ai quali, c’è da starne certi, si concentrerà una parte consistente dell’attenzione politica.

1.            Quali misure concrete sono state adottate dopo l’approvazione del Preventivo 2024 per contenere la crescita della spesa sociosanitaria?

2.            Potrebbe il Governo fornire una dettagliata stratificazione sociale ed economica dei beneficiari dei sussidi RIPAM, specificando la distribuzione per fasce di reddito, debitamente aggiornata?

3.            Quanti dei beneficiari dei sussidi RIPAM appartengono a famiglie con redditi superiori a CHF 120’000 annui? E quanti invece appartengono a fasce di reddito più basse? Quale sarebbe il risparmio ipotizzabile se si dovesse introdurre tale soglia?

4.            Dopo i già citati studi della SUPSI, sono state condotte ulteriori analisi per identificare eventuali sprechi o utilizzi non conformi dei sussidi? Se sì, quali sono i risultati?

5.            Quali sono le intenzioni del Governo per rivedere il coefficiente e le due costanti su cui si fonda attualmente il sistema RIPAM in vista del Preventivo 2025?

6.            Quali misure verranno adottate per promuovere una maggiore responsabilità individuale nel consumo dei servizi sanitari, nella riduzione di sprechi e nella stipula di assicurazioni malattia più economiche?

7.            È ipotizzabile introdurre un sistema che imponga alle persone beneficiarie di sussidi di stipulare modelli alternativi più economici e un’assicurazione malattia con franchigia massima (e copertura da parte dello Stato per i casi virtuosi)? In tale ipotesi, è possibile quantificare il risparmio?

8.            Sono previste campagne informative ed educative per sensibilizzare i cittadini sull'importanza di un uso responsabile dei servizi sanitari?

9.            Come intende il Governo potenziare i meccanismi di monitoraggio e controllo sull'efficacia e l'efficienza dei sussidi erogati?

10.         È prevista l’implementazione di un sistema di monitoraggio continuo per valutare e correggere tempestivamente eventuali diseconomie?

11.         In che modo il Governo intende garantire che le eventuali modifiche proposte non penalizzino le fasce più deboli della popolazione? Sono ipotizzabili eccezioni per casi di rigore?

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