Roberta Soldati - Giudici in balìa della sorte?
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Il punto centrale dell’Iniziativa sulla giustizia è la designazione dei giudici mediante sorteggio. L’intento dei promotori, o meglio l’illusione, è quella di spoliticizzare la giustizia. Essi vorrebbero togliere la competenza all’assemblea federale e demandarla ad una non meglio precisata commissione peritale, che dovrebbe essere eletta dal Consiglio federale, i cui membri, ricordo, appartengono ad un partito politico. A questo proposito ritengo che già la durata del mandato conferito alla commissione, di ben 12 anni, è sproporzionata, ma mi chiedo soprattutto, dove si possano trovare dei commissari totalmente estranei alle correnti politiche. Gli iniziativisi propongono che vi facciano parte dei professori universitari. Tuttavia è sotto gli occhi di tutti che in occasione di interviste, anch’essi hanno precise idee politiche. Di conseguenza pretendere di spoliticizzare le nomine è mera illusione. L’iniziativa è inoltre silente sulla procedura e sui criteri di selezione alla quale dovrebbe attenersi la Commissione peritale. Di conseguenza è legittimo chiedersi se dopo l’iter di selezione, saranno realmente i candidati migliori a rientrare nella fase di estrazione a sorte. Non dimentichiamo che, in virtù dei principi procedurali, laddove un candidato dovesse essere escluso dall’estrazione, egli avrebbe il diritto di contestare tale decisione. A questo punto ci troveremmo con un Tribunale federale incompleto per molto tempo, ossia fino al termine della procedura ricorsale e ciò a scapito dei cittadini che vedrebbero accumularsi ulteriori ritardi nell’evasione delle loro pratiche. L’estrazione a sorte non premia dunque il candidato migliore, ma il più fortunato al gioco d’azzardo.

Il sistema attuale è certamente migliorabile, ma la domanda che dobbiamo porci è se vogliamo veramente che i nostri Giudici federali siano estratti a sorte come avviene nel Canton Friburgo per le patenti di caccia al cinghiale selvatico.

Io non credo, poiché se ciò dovesse avvenire, sarebbe svilente non solo per i professionisti, ma per l’intera Alta Corte federale. Di conseguenza votiamo un deciso no all’Iniziativa sulla giustizia.

Roberta Soldati

deputata UDC in gran consiglio

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