Piero Marchesi - RSI utilizza il servizio pubblico per combattere l’iniziativa per la disdetta della Libera circolazione
Piero Marchesi - RSI utilizza il servizio pubblico per combattere l’iniziativa per la disdetta della Libera circolazione
Il presidente Udc e consigliere nazionale Piero Marchesi. Foto CdT/Gabriele Putzu
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Domenica 7 giugno al TG della RSI è andato in onda un servizio che, a 50 anni dal voto, evocava “l’iniziativa Schwarzenbach” che chiedeva un’importante limitazione dell’immigrazione.

Il servizio non si è limitato a rievocare i fatti avvenuti nel 1970 - tra l’altro intervistando solamente chi si opponeva all’iniziativa e negando i motivi che avevano portato a promuoverla - ma pure legando l’episodio del 1970 all’iniziativa che voteremo tra qualche mese “Per la Limitazione”. Nel servizio non sono mancate le voci a sostegno dell’immigrazione senza controllo, nella fattispecie la Presidente commissione federale contro il razzismo ha affermato: “Questo periodo ci ha insegnato che la Libera circolazione non è solamente la minaccia di persone che vengono a lavorare da noi, ma anche la nostra libertà di andare all’estero dove vogliamo, per le vacanze, per lavoro o per incontrare i nostri famigliari”. Affermazione assolutamente fuori contesto che non ha visto contrapporre alcuna opinione differente. Il giornalista ha poi chiosato mettendo in relazione la votazione del 1970 con l’iniziativa “Per la limitazione” che intende disdire l’accordo di libera circolazione che il popolo voterà il prossimo 27 settembre. Una correlazione sbagliata e strumentale perché quando venne votata l’iniziativa nel 1970 la Libera circolazione non era neppure in vigore e soprattutto perché quanto prevede l’iniziativa per la limitazione non è una limitazione in percentuale, ma un ritorno a una gestione dell’immigrazione con tetti massimi, contingenti e preferenza indigena. Una differenza che un giornalista imparziale dovrebbe evidenziare, a meno che non lo faccia per strumentalizzare la tematica a favore di chi combatte l’iniziativa.

Lunedi 8 giugno al Quotidiano, con un servizio di ben 7 minuti, la RSI ha continuato la sua campagna contro l’iniziativa per la limitazione, con un servizio tendenzioso e parziale. Anche in questo caso è stato dato ampio spazio a persone che hanno utilizzato i fatti avvenuti 70 anni fa per correlarli, in modo improprio e pure piuttosto maldestro, all’iniziativa per la Limitazione. Anche in questo caso nessuna voce critica verso l’immigrazione incontrollata e a favore dell’iniziativa che voteremo il 27 settembre ha avuto la possibilità di esprimersi.

La direzione e il responsabile dell’informazione RSI sono stati interpellati lunedì 8 giugno per avere spiegazioni, ma forse sono troppo occupati a preparare un nuovo servizio a sostegno dell’immigrazione incontrollata. Non hanno infatti fornito alcuna spiegazione.

Va poi ricordato che la RSI è quasi totalmente finanziata dal canone pagato dai cittadini che hanno il diritto di beneficiare di un servizio pubblico imparziale e indipendente. Questi recenti episodi dimostrano, ancora una volta, che la RSI sulle tematiche legate all’immigrazione, è fortemente schierata e partecipa attivamente al dibattito politico, contravvenendo palesemente al mandato di servizio pubblico che le è attribuito.

I cittadini della Svizzera italiana e di lingua italiana hanno il diritto ad un’offerta televisiva imparziale, purtroppo le prime avvisaglie confermano che la strumentalizzazione del tema è già in atto.

Piero Marchesi, presidente UDC Ticino

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