Michel Petrocchi
Pensioni, diritti e procedure disciplinari
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
un mese fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

La Commissione del personale dell’Osc ha preso atto che il Consiglio di Stato ha avviato un’inchiesta disciplinare nei confronti di due insegnanti attivi nel movimento a difesa delle pensioni ErreDiPi, rei, a suo dire, di aver impropriamente utilizzato il sistema mail del Cantone per informare i propri colleghi del futuro disastro pensionistico che li attende. La Commissione deplora nel modo più assoluto tale iniziativa, la ritiene inaccettabile ed esprime piena solidarietà ai colleghi docenti Enrico e Paolo toccati dall’inchiesta.

La Commissione Osc rivendica insieme ad ErreDiPi il diritto ad informare, che è indistintamente di tutti i cittadini, un diritto espresso soprattutto perché, in merito alle pensioni, il Consiglio di Stato e l’Ipct hanno invece bellamente ignorato il loro dovere di corretta informazione preferendo mettere tutti davanti al fatto compiuto (taglio del tasso di conversione dal 2024).

Il fatto che il personale affiliato all’Ipct abbia deciso di mobilitarsi in modo pacifico e creativo rappresenta a nostro avviso un esempio di vitalità democratica all’interno del nostro Paese da cui si può solo prendere esempio. La rete ErreDiPi infatti prende le sue decisioni, frutto di confronti e discussioni, all’interno di comitati ed assemblee aperte a tutti, in modo democratico e trasparente. Intimidire chi si muove a difesa dei propri diritti evidenzia invece limiti molto preoccupanti del nostro Paese ad accogliere la diversità di pensiero e di modalità di espressione fuori dai canali tradizionali. Questo atteggiamento antidemocratico deve preoccupare tutti i cittadini di qualsiasi schieramento. Cosa dovrebbero fare gli affiliati all’Ipct per essere informati quando anche la semplice e costituzionale possibilità di presenza sindacale all’interno dell’Amministrazione cantonale può essere ostacolata da diligenti e allineati funzionari? Diventa quindi legittimo e sacrosanto trovare alternative pacifiche per veicolare le necessarie informazioni a difesa del proprio diritto ad organizzarsi per tutelare l’integrità delle pensioni. La Commissione, insieme ad ErreDiPi, a Enrico e Paolo, difende questa legittimità che ritiene espressione vitale della dignità di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici.

Per la Commissione del personale Osc

Michel Petrocchi

I tag di questo articolo