Partito comunista
Ospitare un summit militare della NATO in piena guerra è da irresponsabili
La Maison de la Paix a Ginevra. Immagine Shutterstock
La Maison de la Paix a Ginevra. Immagine Shutterstock
un mese fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

La Maison de la Paix, nel quartiere internazionale di Ginevra, ha ospitato fino a ieri - ovviamente nel riserbo, così da evitare un serio dibattito pubblico - un simposio di stampo politico-militare della NATO. Gli studenti dell’Institut des hautes études internationales et de développement (IHEID) sono stati sostituiti da militari stranieri in uniforme su territorio svizzero (il che, fra l’altro, non dovrebbe essere autorizzato) per discutere di come estendere verso Est la NATO e di come rifornire di armi l’esercito ucraino per poter continuare la guerra.

La Svizzera è il primo Paese non membro della NATO a ospitare un simposio tra l’Alleanza Atlantica - che ricordiamo essere una coalizione militare di tipo offensivo - e i suoi Stati partner. L’evento politico-militare, come se non bastasse, si svolge in un contesto di estrema tensione internazionale con la guerra in Ucraina ancora in corso. Oltre alla segretaria di Stato Livia Leu - nota per il suo europeismo acritico già contestato dai sindacati - la Confederazione è stata rappresentata dal comandante di corpo Thomas Süssli, capo del nostro Esercito, che ormai delega agli USA la formazione stessa dei propri ufficiali. La volontà di inglobare il nostro Paese nella coalizione atlantica è una scelta che il Partito Comunista rifiuta, in quanto contraria alla pace e al disarmo.

Siamo di fronte a una violazione ulteriore della neutralità svizzera: non si tratta più solo di aderire passivamente ai diktat dell’UE e degli USA adottando sanzioni economiche che colpiscono il potere d’acquisto dei lavoratori e creano disagi alla nostra stessa economia, la Svizzera ora ha accolto sul proprio territorio un’organizzazione militare che è attivamente coinvolta nel supporto a un’azione di guerra!

Che cosa sta facendo il Consiglio federale?! Collocare il nostro Paese nella coalizione che vuole estendere il conflitto oltre l’Ucraina senza un dibattito democratico fra la popolazione è una scelta di politica militare e diplomatica del tutto irresponsabile oltre che pericolosa per la nostra stessa sicurezza nazionale!

Partito Comunista

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

I tag di questo articolo