Paolo Ortelli - Polo sportivo degli eventi: ultima chiamata per scegliere il futuro!
Paolo Ortelli - Polo sportivo degli eventi: ultima chiamata per scegliere il futuro!
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Polo sportivo degli eventi siamo allo sprint finale! Chi mi conosce e forse mi ha seguito, mi ha visto in questi mesi impegnato in prima fila a sostegno di questo grande progetto. Una posizione forte la mia, mai messa in dubbio e che mi ha visto, con la passione che mi è propria, anche subire attacchi e “manovre” non certo limpide nel mio ruolo di esponente e deputato cantonale.

Un progetto che diciamolo subito, certo propone di risolvere, e lo fa in modo egregio, l’ormai indecoroso stato delle infrastrutture sportive della città di Lugano, ma che si costruisce e pone quale frutto di soluzioni progettuali ed di un orientamento pianificatorio per un intero comparto di città che risalgono a più di un decennio fa. Impostazione mai contestata e riconfermata dai diversi processi decisionali.

Quelli che qualcuno ora, evidentemente nell’imbarazzo argomentativo, spaccia senza vergogna come un giro di giostra banale e di pochi mesi.

Un progetto quello del PSE che risolve e concretizza l’idea di un nuovo quartiere per il quartiere di Cornaredo. Parte di città dimenticata in questi decenni da tutto e da tutti. Una sorta di non luogo direbbero i miei amici urbanisti, che, se quando ero bambino come giovane calciatore che inseguiva un sogno, ancora poteva minimamente reggere il confronto con il tempo, oggi ricorda più un comparto pronto ad accogliere un accampamento di senza tetto perchè indegno di un città come Lugano.

Un comparto della città che dopo il progressivo consolidamento del processo aggregativo ha assunto piaccia o no, valori altri, senso, significato e potenziale determinante purtoppo mai seguito da una dignitosa rivitazione.

Proprio quei processi di sviluppo e visione sempre ritenuti assenti nel nostro modo di gestire la politica di pianificazione ed urbanistica di questo cantone, e che per una volta, ci vedono di fronte ad una città che i compiti li ha fatti, ma che oggi viene, “e te pareva”, osteggiato pretestuosamente.

Ormai lo abbiamo capito, perché in questi mesi abbiamo assistito ad un dibattito dei contrari che con argomentazioni sempre più deboli, ha deciso di tentare di togliere un futuro ad una parte di città immaginando e vendendo tanto, troppo fumo.

Posizione che col passare dei giorni si sono rilavate tanto pretestuose da aver assunto in queste ultime settimane la forma di affermazioni false. Le stesse che hanno consentito in parte di raccogliere le firme per un referendum che, camuffato da esercizio dei diritti popolari, rischia di trasformarsi nel più clamoroso autogol che questo cantone abbia mai conosciuto. E non dubito con una fetta di popolazione di questo cantone che sarà purtoppo pronta sarcasticamente a ridere sull’eventuale inopinato disastro luganese.

Insomma quelle vittorie di Pirro che, dopo pochi minuti, potrebbero rischiare di presentare un conto salatissimo e decennale di immobilismo e precarietà per un intera regione.

Perché il no al PSE, come purtoppo vado dicendo da mesi, rischia di trasformarsi in una sorta di attitudine che la città, la regione ed il cantone tutto si porterà con se. Un no cancerogeno, un no foriero e guida di una città che decide di restare definitivamente nel passato, un no che come un fantasma rischierà di ripresentarsi ad ogni nuovo slancio innovativo e di progresso, un no che rischia di fermare irrimediabilmente le lancette dello sviluppo della nostra città.

Una città che non solo resterà senza il Polo sportivo e degli eventi, di un quartiere nuovo a misura d’uomo e di un non meno importante nuovo centro sportivo al Maglio, ma una città che a seguire, si ritroverà a fare i conti con questo slancio nefasto che non potrà che riemergere per il Polo fieristico, e a seguire, ne sono certo, per lo sviluppo solido e coraggioso di qualsiasi progetto per il centro città!

Cari cittadini di Lugano, è tempo con orgoglio e coraggio di buttare il cuore oltre l’ostacolo e di decidere con amore disinteressato per la nostra comunità di consegnare finalmente linfa nuova, energia e passione per un futuro possibile e questo pensando ai nostri figli, nipoti e pronipoti. Proprio come nel 1951 fecero chi ci ha preceduto edificando uno stadio nel nulla dopo il periodo più buio della storia dell’umanità!

Futuro o passato, speranza o disfattismo, gioia di vivere e di sognare o oblio e tristezza, perché con il voto di domenica è di questo che si tratta!

Coraggio luganesi decidiamo con orgoglio per il futuro e scacciamo definitivamente con il SI i fantasmi di un ormai anacronistico passato.

Arch. Paolo Ortelli

Deputato Gran consiglio

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