Niccolò Mazzi-Damotti - Contro una scuola competitiva
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L’abolizione dei livelli A-B (nei corsi di matematica e tedesco) è la base per poter garantire il diritto allo studio a tutte le persone.

I livelli nella scuola media da sempre hanno portato grossi problemi agli studenti e studentesse nel loro percorso formativo.

Infatti, se una persona in pre-adolescenza, a causa di situazioni terze o da situazioni che lo stesso sistema scolastico competitivo crea (come ad esempio; stress, demoralizzazione, depressione, insicurezza di se stessi e molte altre patologie derivanti dal mondo scolastico), viene indirizzato a frequentare il corso B nelle materie che lo prevedono, si banalizza ancora una volta le capacità intellettive di uno studente o di una studentessa di 12-13 anni.

Questo comporta un’impossibilità per la persona interessata, in un futuro, a compiere determinati percorsi formativi, come ad esempio gli studi accademici, lo stesso vale anche per chi sceglie la via dell’apprendistato, in quanto le aziende preferiscono solitamente un apprendista che ha frequentato i livelli attitudinali (livelli A).

Vogliamo una scuola non competitiva, vogliamo una scuola che dia veramente alle persone in giovane età la possibilità di apprendere e formarsi. Per fare questo bisogna lasciare aperte tutte le possibilità per il futuro.

Infatti, la maturità un adolescente in media la raggiunge tra i 16 e i 20 anni, per questo motivo ritengo assurdo che il nostro sistema scolastico richiede questa grande consapevolezza di sapere cosa fare nella vita in un’età così precaria come il passaggio pre-adolescenziale.

Chi sostiene il sistema scolastico attuale dice che non esisterebbe una vera e propria divisione tra gli alunni “di serie A” e “di serie B”, ma soltanto due tipi differenti di corso per condurre le persone allo stesso livello. Tralasciando però un piccolo dettaglio: i livelli B hanno spesso pregiudicato la possibilità di aprirsi nuove strade.

Per questi motivi è importante superare il sistema dei livelli nella scuola media in favore di nuovi metodi di studio veramente giusti e che permettano a chi è ritenuto più bravo ad andare avanti nel suo percorso e dare veramente una possibilità a chi invece è ritenuto dalla scuola meno adatto agli studi ad avere aperte tutte le possibilità, senza alcuna discriminazione e selezione precaria.

Niccolò Mazzi-Damotti, comitato GISO Ticino

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