Mps - Procura e Parlamento si inchinano di fronte ai privilegi pensionistici dei Consiglieri di Stato
Mps - Procura e Parlamento si inchinano di fronte ai privilegi pensionistici dei Consiglieri di Stato
© CdT/Gabriele Putzu
  • 1
    Regolamento sezione ospiti
    Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione e la redazione cerca di offrire a tutti la medesima visibilità in homepage. La redazione si riserva la facoltà (non sindacabile) di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

Andrea Pagani non si è smentito. Ancora una volta dimostra d’essere riconoscente verso i partiti di governo che pochi mesi fa lo hanno rieletto quale procuratore generale (garantendogli così un posto sicuro e ben retribuito fino alla pensione). Gli amici li si aiuta nel bisogno!

Mentre i governi (federali, cantonali e comunali) e i partiti che li sostengono continuano a proporre tagli alle nostre pensioni, come noto i privilegi salariali e pensionistici dei Consiglieri di stato sono tanti e dorati. Tra questi la possibilità di beneficiare del vitalizio massimo dopo solo 16 anni di presenza in Consiglio di Stato. Ma non solo, possono addirittura “riscattare” degli anni di servizio così da ridurre gli anni necessari per raggiungere il massimo del vitalizio per un prezzo stracciato. Circa 50'000 franchi all’anno a fronte di un prezzo effettivo di 150’000-160'000 franchi.

Buona parte dei consiglieri di stato succedutesi negli ultimi anni, appena arrivati a Palazzo delle Orsoline si sono affrettati a garantirsi questa offerta stracciata, riscattando in media 4 anni di servizio: in questo modo dopo tre legislature hanno potuto andare in pensione con il massimo della rendita vitalizia. In poche parole, ognuno di loro ha investito circa 200'000 franchi (4 anni riscattati) per avere, a seconda dell’età in cui escono dal Consiglio di Stato, un ritorno in termini pensionistici tre o quattro volte superiore con il loro vitalizio.

Nel corso degli ultimi anni diverse perizie giuridiche sono giunte alla conclusione che tale situazione e, soprattutto, il prezzo pagato per gli anni di riscatto non ha nessun rapporto con la realtà ed i calcoli attuariali.

Interpellato al riguardo il Parlamento, con il solito atteggiamento subalterno verso il Consiglio di stato, negli scorsi anni ha nascosto la testa nella sabbia opponendosi alle varie richieste del MPS di sanare questi vergognosi privilegi.

Stessa cosa ha fatto negli scorsi giorni il procuratore generale con il solito decreto d’abbandono superficiale e tremendamente imbarazzante che non vale il costo della carta sui è scritto.

Quanto fatto dal PG in questa occasione è un comportamento da manuale per illustrare le carenze, le inadeguatezze, la sudditanza e la superficialità del Ministero pubblico di cui il Parlamento ha discusso negli scorsi mesi.

Basti ricordare che la segnalazione alla quale il PG piè veloce risponde oggi data del 29 gennaio 2019. Ad essa era stata allegata, proprio sul tema del calcolo del riscatto, una perizia (affidata ad uno dei maggiori specialisti svizzeri in materia – che alleghiamo). Oltre due anni e rotti per rispondere!

Il contenuto della risposta è a dir poco scandaloso. Poiché il tema in questione era il calcolo delle somme di riscatto degli anni di servizio e poiché la nostra segnalazione allegava una qualificata perizia a sostegno della nostra tesi, qualsiasi persona di buon senso avrebbe immaginato che il PG facesse fare una perizia che confermasse o meno le conclusioni di quella da noi avanzata.

E invece no. Dopo aver atteso oltre due anni, lo scorso 16 aprile 2021 (come dimenticare che il prossimo 13 giugno si voterà sul referendum promosso dall’MPS in merito proprio ai salari e alle pensioni dei Consiglieri di Stato?) viene convocato il signor Adriano Massera, per anni vice-direttore della Cassa pensione e fino a poco tempo fa esperto del Consiglio di Stato per le proprie pensioni (quindi di fatto parte in causa), e viene interrogato sul metodo con il quale sono stati calcolati questi anni di riscatto. Massera si limita a dire che i calcoli fatti sono giusti (visto che li ha fatti lui non poteva certo dire il contrario) e che applicava metodo e criteri applicati per il funzionari cantonali affiliati alla cassa pensione. Piccolo particolare: la carriera di un funzionario cantonale è di 35-40 anni, non di 16 anni! E, naturalmente, non porta nemmeno uno straccio di prova o di argomento: una tabella, una formula, un calcolo, un esempio, etc. Niente di niente; qualcosa, insomma, che possa smentire la perizia da noi presentata.

Il PG, non ci si poteva aspettare altro da simile personaggio, prende per buona questa versione surreale di Massera e sulla base di queste dichiarazioni arriva alla conclusione che le somme di riscatto sono giuste. Roba da repubblica delle banane!

Naturalmente il Parlamento, come sempre, si prostra davanti al Consiglio di Stato e ai suoi interessi. E quindi propone di accettare il non luogo a procedere proposto dal PG ubbidiente.

Ancora una volta, mentre ai dipendenti del Cantone si tagliano le prestazioni (quelle di vedovanza dal 1° gennaio 2021), mentre si prospettano possibili nuove diminuzioni del tasso di conversione (e quindi delle rendite future), mentre il Gran Consiglio tentenna (da oltre un anno) di fronte alla richiesta di un versamento straordinario per la cassa pensione dei dipendenti: ecco nuovamente difesi i privilegi pensionistici dei Consiglieri di Stato! Una vergogna!

Movimento per il Socialismo

Ultime Notizie: Ospiti
  • 1