Michel Venturelli - E continuiamo a chiamarla democrazia
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“Alcune delle persone che si oppongono alle restrizioni messe in atto per combattere il coronavirus stanno cominciando a radicalizzarsi e sono pronte a commettere atti di violenza”. Lo dice André Duvillard, delegato della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS).

La politica del signor Berset, da molti giudicata insensibile ed autoritaria, ha generato il mostro. Gli è bastato dimenticarsi per un attimo che gli equilibri sociali sono fragili per fabbricarsi terroristi in casa propria. Casa nostra per intenderci.

Una politica ha un senso se è in grado di convincere la cittadinanza con la bontà delle proprie tesi, e non con un Berufsverbot più o meno generalizzato nei confronti di quella parte statisticamente sensibile della popolazione che non si vuole vaccinare. Questo genere di politica alimenta follie che il Governo dovrebbe evitare di fomentare, proprio per non ritrovarsi a dover gestire i problemi descritti dal signor Duvillard.

Sparare addosso a tutti è la peggior cazzata che un’autorità possa fare. E’ vero, questo tipo di repressione toglierà ai contrari meno determinati la voglia di manifestare il proprio dissenso. E’ comprensibile, quando i poliziotti diventano sbirri non tutti sono disposti a farsi gasare, o diventare bersaglio di proiettili di gomma. Questo senza contare la possibilità di finire vittima dei “casseurs” (i distruttori) che spesso e volentieri, pur di far danni, se ne fottono di quelli che gli stanno in giro.

In sintesi oggi in Svizzera chi vuole esporre legittimamente le proprie perplessità, rischia di tornare a casa pesto. L’estremismo nasce anche da questo.

Sparare addosso a tutti è la peggior cazzata che un’autorità possa fare. A Lugano non sono riusciti a farne a meno anche questa di cazzata. “Ordem e progresso”. Prima ti butto giù la casa, poi ti sparo. Come nel Brasile di Bolsonaro. “Ordine e progresso”. Un comportamento che compromette fragili equilibri sociali e che va a marginalizzare frange sempre più consistenti della popolazione, nella quale ci sono anche elementi a rischio di radicalizzazione problematica.

Se Berset non molla, o molla poco, le autorità luganesi sono più ragionevoli e dicono di avere proposte concrete da sottoporre agli autogestiti, ma non ne trovano di disposti a interloquire con loro. La frangia più estremista dei senzatetto ha deciso che non si tratta! Gli altri, quelli che si accontenterebbero di un centro autogestito usufruibile piuttosto che di partecipare a una lotta di classe, tacciono. Loro prendono le botte, in senso proprio ma anche figurato, come le prendono i contrari alla politica sanitaria non radicalizzati.

E continuiamo a chiamarla democrazia

Michel Venturelli, criminologo

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