Mario Canepa - PAV, quo vadis?
Mario Canepa - PAV, quo vadis?
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Il PAV – Progetto di riqualifica territoriale dell’Alto Vedeggio- è, a mio parere, l’esempio perfetto di un progetto lungimirante. Il suo scopo è la riqualifica generale del nostro fondovalle con un recupero di spazi verdi preziosi e ovvio miglioramento della qualità di vita tramite diminuzione dell’inquinamento fonico. E proprio questo suo virtuoso obiettivo ne fa un progetto frutto della lungimiranza di chi l’ha fortemente voluto, persone che hanno saputo prevedere gli sviluppi futuri degli avvenimenti, agendo nella miglior maniera possibile per conseguire un obbiettivo.

Il PAV ridarà alla nostra valle un’ampia parte di territorio pregiato, a suo tempo ceduto quale importante tributo per le vie di comunicazione in un comparto già esiguo sul fondovalle. La sua fondamentale e innegabile premessa è stato il massiccio consenso popolare a quella che poteva sembrare una visione ottimistica e un po’ utopistica, e ciò prima ancora di quello delle istituzioni.

La politica che piace a me, quella che sa reagire in fretta senza paura ha, per una volta, colto la palla al balzo, sposando il progetto con convinzione così come hanno fatto i comuni di Mezzovico-Vira, Monteceneri ed il Cantone; questa collaborazione congiunta ha permesso di lavorare sodo per concretizzare il concetto.

Ora è importante non perdere il treno; realtà non troppo distanti dalla nostra si stanno muovendo nella stessa direzione, riconoscendo di fatto la bontà di questa idea.

Essenziale è sapere cogliere integralmente la finalità del progetto nei suoi aspetti positivi. Errato è soffermarsi su singoli aspetti o presunte problematiche da affrontare compiutamente solo al momento opportuno, senza rallentare un iter già complesso di suo; timori infondati frenano invece di spronare.

Occorre invece andare avanti spediti, e non tentennare, uniti nel sostenere un’opera che migliorerà il nostro futuro; questa è la premessa per fare un regalo alla nostra amata Valle.

Interventi importanti hanno aspetti che si risolvono con quello spirito costruttivo che abbiamo un po’ perso, ma che è nel nostro DNA. Pensiamo alle grandi opere portate a termine da chi ci ha preceduto; persone che hanno avuto il coraggio di osare, di essere appunto lungimiranti per le future generazioni.

Dal grande risultato al rimanere con un pugno di mosche e con il rammarico il passo è breve.

Con l’unione, il coraggio e l’ambizione, un giorno, davanti agli abitanti del futuro, ci si potrà, con orgoglio PAVoneggiare per essere riusciti a portare a termine una riqualifica che, di diritto, entrerà nella storia di questo Cantone.

Chi non hai il coraggio di osare non avrà mai la fortuna di riuscire.

Mario Canepa, Sindaco di Mezzovico-Vira

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