Luigi Moro – Un Villaggio Alzheimer per la Città di Lugano
Luigi Moro – Un Villaggio Alzheimer per la Città di Lugano
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I dati parlano chiaro, si stima che in Svizzera, vivano 144’300 persone affette da demenza. Ogni anno, in Svizzera,

si contano 30’910 nuovi casi di demenza, vale a dire uno nuovo ogni 17 minuti. Nel 67 per cento dei casi si tratta

di donne. Più di 7500 persone, circa il 5 per cento, si ammalano prima dei 65 anni. Si presume che entro il 2050

315’400 persone saranno affette da demenza, dato che l’età è il maggiore fattore di rischio.

La cosa piu’ preoccupante pero’ è che già da un’indagine di valutazione dei Centri Diurni Terapeutici in Ticino,

“fabbisogno e tendenze” condotto nel 2007 si stimava un numero di persone malate di Alzheimer in Ticino tra i

5’100 e 5’800, tra le quali viventi a domicilio tra 4’000-4’600 (c.ca l’80%), contro un’accoglienza minima degli utenti

nei centri diurni terapeutici, questo significa che la stragrande maggioranza dei pazienti viene accudita nelle

mura domestiche.

E’ quindi evidente che, se andiamo avanti di questo passo, il problema puo’ diventare serio piu’ di quanto non si

possa immaginare, e, la Città di Lugano, non puo’ assolutamente rimanere impreparata; occorre muoversi e molto

rapidamente, senza perdere altro tempo, affinchè si creino strutture che possano soddisfare le esigenze di ogni

singolo cittadino di qualsiasi ceto, basso, medio e alto.

L’idea e il concetto della creazione di un “villaggio Alzheimer” tende, non solo a soddisfare (solo in parte), un sempre

crescente numero di pazienti, bisognosi di strutture di questo tipo, (e le statistiche lo confermano), ma, cambia

sostanzialmente, il modo in cui le persone si prendono cura dei pazienti affetti da demenza senile, in

quanto, questi, non saranno e non si sentiranno piu’ “ospedalizzati”. Gli ospiti della struttura, pur sempre

diagnosticati, condurranno una vita quanto più possibile normale. Non sono “malati” da medicalizzare, ma

persone con capacità residue che comunque è possibile mantenere nel tempo. Il luogo dove il paziente trascorrerà

il suo tempo, non sarà un “ricovero”, ma una casa o un appartamento vero e proprio dove potersi portare con se,

effetti personali e fotografie, agevolando la “terapia del ricordo” piuttosto che la “terapia dei medicinali”. Gli

appartamenti potranno essere abitati da persone singole o da piu’ persone con gli accompagnatori sempre presenti,

e il soggiorno, sala da pranzo e cucina saranno locali comuni e condivisi dove i pazienti potranno socializzare e

partecipare alla cucina dei cibi. Il villaggio, sarà completamente recintato e sorvegliato ma al suo interno, i pazienti,

potranno muoversi liberamente (per i casi piu’ gravi, eventualmente con un braccialetto al posto per poter essere

rintracciati). L’accesso alla struttura è previsto liberamente non solo per volontari, parenti, nipoti, ecc, in questo

modo l’unione familiare è garantita, ma anche, in un certo numero, eventualmente per persone esterne. Saranno

incoraggiate le attività ricreative che spazieranno dalla cura dell’orto, alla pittura, al bricolage, al gioco delle bocce

(per esempio). Il villaggio sarà dotato di un ristorante, un bar-caffe’ sala the, un piccolo supermarket, e altre piccole

strutture come negozi, usufruibili sia dagli ospiti sia dai pazienti che dal personale occupato. Gli accessi ad alcuni

servizi potrà essere a pagamento per le persone esterne (esempio la piscina, la sauna, ecc). Le porte d’ingresso

resteranno bloccate e controllate per evitare che i pazienti si allontanino, il tutto sarà gestito da una reception.

I servizi annessi alla struttura: camere, ristorante, bar, giardino all’aperto e chiuso, luoghi per attività ricreative

all’aperto e al chiuso, sala da ballo, hotel, parrucchiere, minimarket, un luogo di culto, un punto postale, negozi,

fisioterapista, una piccola sala per le proiezioni, un parco giochi, palestra, una farmacia, una piscina, una sauna,

orti, sala per attività ricreative, e varie non elencate.

Credo fermamente che la struttura debba essere di pubblica utilità non finanziata da privati ma dal Comune di

Lugano ed eventualmente dal Cantone.

E’ importante inoltre che, il Municipio di Lugano, oltre ad individuare un terreno adatto al tipo di struttura, meglio se

in una zona periferica, formuli un concorso pubblico di progettazione e vengano studiati in maniera analitica

costi/benefici del progetto a medio-lungo termine in quanto, i benefici della struttura, dovranno obbligatoriamente

essere, in ogni caso, superiori ai costi per evitare che ancora una volta, che il peso finanziario ricada sul cittadino.

Luigi Moro -Candidato al Municipio e al Consiglio Comunale di Lugano con il Movimento Ticino & Lavoro

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