La replica di Roberto Ostinelli
Riportiamo qui, come richiestoci dall’interessato, una replica del dottor Roberto Ostinelli al nostro articolo di venerdì 23 ottobre
La replica di Roberto Ostinelli
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Egregio Signor Suessli,
Ho letto venerdi 23.10 la sua inchiesta e la ringrazio ora per l’opportunità che mi offre di poter discutere in modo dettagliato in merito alla situazione epidemiologica attuale che sta a cuore a tutti i cittadini. In una società libera e democratica, ogni punto di vista è infatti importante e stimola il dibattito su un tema così importante come il coronavirus e la salute pubblica.
Mi permetta adesso di esporre in prima persona il mio punto di vista e di poter spiegare in dettaglio i miei pensieri e i fondamentati medici su cui si basano. Intendo infatti esercitare il mio diritto di replica.

Inchiesta Ticinonews corretta dal profilo sociale etico e professionale?
A mio parere, la sua inchiesta dal profilo professionale giornalistico, etico e utilità sociale è alquanto opinabile, e credo che in una scuola di giornalismo non venga insegnata, visto che utilizza post e soprattutto commenti personali pubblicati su facebook, per denigrare la mia professione di medico. Nel suo articolo non è minimamente entrato nel merito delle teorie mediche da me esposte, ma ha unicamente preso spunto in modo semplicistico per parlare solo di mascherine e tamponi nasali in modo ridicolo, fazioso, e scorretto. Ha inoltre divagato e strumentalizzato riferimenti inutili e assurdi, che non c’entrano nulla con la tematica del virus e della malattia, ricercando commenti su temi di attualità svizzera o internazionale per screditare la mia persona.

Post personali poco moderati
Intendo innanzitutto scusarmi in merito ai toni poco moderati utilizzati in alcuni miei commenti relativi a post pubblicati su vari profili o pagine. Si tratta di commenti magari maldestri o inopportuni, espressi in un momento di particolare rabbia e credo che possa capitare ad ognuno di noi. Ma questo esula dalla mia professione medica e da quanto affermo dal punto di vista medico-scientifico. Non condivido però che questi riferimenti siano stati utilizzati per costruire una narrazione poco obiettiva, come fatto da Lei in qualità di caporedattore, nella sua inchiesta contro di me, nella mia persona, e nella mia professione.

Medico cantonale
Il medico cantonale, mio caro amico, che ho prontamente contattato dopo la sua inchiesta, mi ha confermato nero su bianco, che non ha avviato alcuna procedura amministrativa, e non ha mai richiesto alcuna mia convocazione da parte della Commissione Deontologica dell’OMCT, per valutare le mie dichiarazioni. Ha quindi riportato nella sua inchiesta un fatto errato.

Le mie teorie sono in contrasto con quelle divulgate dalla comunità medica
È necessario ora entrare nel merito delle mie teorie, così in contrasto con quelle divulgate dalla comunità medica e dai media a livello internazionale.
All’inizio di questa pandemia (dichiarata in modo opinabile dall’OMS) ho espresso da subito i miei dubbi sull’indipendenza di questo organismo, dubbi espressi anche da importanti inchieste giornalistiche. Una delle ultime è l’inchiesta investigativa di Report (Rai3) dove viene messa bene in evidenza la dipendenza finanziaria dell’OMS dalla Fondazione di Bill Gates e da altri privati nella misura dell’80%, e come questo finanziamento porti a disequilibri procedurali e a gravi influenze di interesse commerciale.
Dal canto mio, in questo periodo di incertezze e terrore mediatico, ho sempre cercato di essere di supporto ai miei pazienti e alla collettività dando elementi positivi che permettevano di tranquillizzare e dare più sicurezze di curare e guarire la malattia, cercando di smorzare la paura creata a livello mediatico e sanitario. Ma soprattutto ho consigliato coi miei video pubblicati sul mio canale YouTube e Facebook, di smettere di divulgare il numero dei morti, di tamponi positivi, e di informazioni incoerenti spesso messe in discussione a livello mediatico dalla stampa.
Ho spiegato, nei miei video caricati su youtube, che aver paura è dannoso per il nostro sistema immunitario, e le nozioni neuroscientifiche legate alla PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia) sono oggi chiaramente documentati da studi approvati dalla comunità scientifica internazionale, che purtroppo tanti medici e specialisti infettivologi ignorano... per loro difetto, e me ne dispiace, ma non è una mia colpa. Non condividevo e non condivido ancora oggi il costante clima di terrore che le vostre testate giornalistiche, di radio, TV, web e quotidiani hanno sempre irresponsabilmente diffuso, come del resto molti altri portali e media ticinesi, nazionali e internazionali. Ma si sa, questo è il giornalismo moderno che vende notizie...
Mi sono poi soffermato sulla prevenzione che ognuno di noi può attuare facilmente per migliorare il proprio sistema immunitario. Stare all’aria aperta e non chiusi in casa, stare al sole, prendere vitamina C e D. Sfido qualunque medico ad affermare, anche anonimamente, che la vitamina C e D e le passeggiate nei boschi non contribuiscano a migliorare le nostre difese immunitarie. Con la nostra nutrizione e nella stagione invernale purtroppo non ne assimiliamo una quantità sufficiente per avere una reattività immunitaria ottimale. Se poi vengono usati vari tipi di farmaci, l’assorbimento, e la funzione di esse possono essere ancora più compromesse.
Dunque col freddo e con la carenza solare arrivano epidemie virali durante l’inverno, e si sa che il 50% degli svizzeri ha carenza invernale di vitamina D! E quindi ci si ammala, non solo di coronavirus.
Ho cercato quindi di portare riflessioni a scopo preventivo. Non ho mai sentito nessun dottore in TV, dal mese di marzo di quest’anno, dare consigli per migliorare il sistema immunitario. Anzi, nei media veniva caldamente consigliato di starsene a casa durante il lockdown, non uscire neppure di casa. Per fortuna il Dottor Merlani, che stimo come persona e come medico cantonale, ha poi precisato che era assolutamente salutare restare all’aria aperta evitando però assembramenti. Soprattutto in un periodo particolare come quello che abbiamo vissuto era fondamentale ricercare il proprio benessere fisico e psichico.

Terapie mediche da me effettuate
Nel suo articolo è inoltre stata messa in discussione l’efficacia delle terapie mediche da me effettuate. Non voglio entrare nel dibattito se credere o meno alla medicina tradizionale o complementare. Voglio però ricordarle che il popolo svizzero con il 67% di voti favorevoli e con tutti i Cantoni, ha accettato nel maggio del 2009 l’articolo costituzionale 118a sulla medicina complementare.

Il dibattito medico scientifico sulle terapie complementari è presente da anni e non terminerà mai. È necessario però evidenziare quanto sia importante per il popolo svizzero la considerazione di queste cure alternative integrandole alle terapie allopatiche.

Consigli pericolosi
Ho espresso i miei dubbi sulla mascherina, come del resto li hanno espressi anche il Signor Koch in piena pandemia durante i mesi di marzo e aprile. Il Consiglio federale non ha mai dichiarato l’obbligo di indossare la mascherina in piena pandemia. Ho continuato a esprimere i miei dubbi, basandomi su indagini scientifiche, tenendo conto dei danni che queste possono causare al sistema respiratorio. Da quanto il Consiglio federale ne ha dichiarato l’obbligatorietà non ho mai detto di non indossarle. Quanto da Lei dichiarato, anche su Teleticino la sera, è quindi falso.
Non mi permetterei mai di andare contro un’ordinanza federale.
Non condivido la corsa al tampone PCR perché diffonde paura e terrore, e perché è inaffidabile (ma questo tema è molto complesso, e lo comunicherò in separata sede sia al governo che suoi media con un mio scritto).
Le nostre autorità si sono sempre limitate a dare informazioni su morti, ricoveri e tamponi positivi (come un bollettino di guerra...), non affermano però quante persone risultate positive siano invece completamente asintomatiche o abbiano sintomi lievi. Allego uno schema tratto dal bollettino dell’ISS italiano molto facile ed intuitivo da capire che spiega come è cambiata la “pandemia” in 8 mesi...
Informazioni importanti per meglio comprendere la reale diffusione del coronavirus.

Fonte: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_13-ottobre-2020.pdf
Fonte: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Bollettino-sorveglianza-integrata-COVID-19_13-ottobre-2020.pdf

Metto in pericolo la salute pubblica?
Ho affermato in un mio post estivo che “non disinfetto mai le mani, ma le lavo come ho sempre fatto con acqua e sapone”... ma ho semplicemente riportato una citazione trovata nel web per mostrare alla gente la forza del nostro sistema immunitario e della nostra psiche. Ma è stato strumentalizzato senza alcun fine. Ma esiste veramente un problema cutaneo dell’eccesso di disinfezione e pulizia, perché lo strato lipidico cutaneo si assottiglia e la barriera viene indebolita favorendo eczemi ed infezioni. Ho affermato gli effetti negativi delle mascherine (che esporrò in dettaglio in un documento in separata sede) e l’importanza del nostro sistema immunitario e al rafforzamento che deriva dal contatto con virus e batteri, e come la ricerca della continua “sterilità” ambientale sia fortemente dannosa.
Queste affermazioni sono dannose e mettono a rischio la salute pubblica?
Sono pronto a confrontarmi nel merito con qualsiasi collega in TV, o davanti alla commissione deontologica, qualora mi convocasse, visto che non lo ha fatto di recente. E proprio perché non mi nascondo dietro l’anonimato, come i 7 colleghi che hanno da ridire nei miei confronti, sono molto felice che la vertenza sia ora mediatica, così da discutere bene anche gli aspetti della deontologia medica. E comunque quei medici esistono davvero? Oppure anche questa è stata un’invenzione? Forse davanti a un giudice lo potrò sapere...

Conclusioni
Fin dall’inizio di questa pandemia ho cercato di contribuire con un punto di vista differente, mettendo in evidenza contraddizioni e conflitti d’interesse, con l’unico intento di portare positività nella nostra popolazione proponendo nel contempo provvedimenti di tipo preventivo per rafforzare il nostro sistema immunitario.
Questo è il mio intento, e in questa missione sono sostenuto da diversi colleghi medici che la pensano come me, ma non hanno avuto il coraggio di dichiararlo sempre apertamente.
E prossimamente capirete che anche qui da noi in Ticino, le opinioni divergono, come succede da mesi a livello internazionale, in cui medici, ricercatori, avvocati ecc. stanno esponendo in modo chiaro la grave incoerenza di affermazioni globali, misure contenitive, manipolazione delle informazioni e corruzione sanitaria in merito al Covid19, chiaro strumento di potere, di terrore, di plagio psichico e di controllo socio-comportamentale delle persone, degli stati e delle loro economie.
Con la massima stima e di nuovo grazie per avermi dato adesso l’opportunità di esprimere la mia opinione tramite questa lettera sul vostro portale, e ovviamente anche su TeleTicino.
Dr. med Roberto Ostinelli

Risposta del direttore
La ringraziamo per il suo scritto. Sull’opportunità giornalistica di occuparsi della vicenda ribadiamo quanto detto nell’articolo. Riteniamo che le autorità debbano fare chiarezza di fronte alle dichiarazioni da lei fatte pubblicamente.
Per la ripresa dei contenuti da lei diffusi in rete, giornalisticamente è determinante sapere se la persona si è esposta pubblicamente. E dal momento in cui lei stesso ha diffuso numerosi contenuti rivolti ad un’ampia platea, ci sembra che il presupposto sia rispettato.
Ci risulta, per contro, come riportato da LiberaTV e da noi ripreso, che il medico cantonale abbia effettivamente chiesto alla Commissione deontologica dell’Ordine dei Medici del Canton Ticino di valutare le sue dichiarazioni riguardanti la pandemia.
Inizialmente all’interno dell’articolo vi era un errore che abbiamo corretto e segnalato. Il medico cantonale non ha invitato la Commissione a convocarla bensì a valutare il caso.
Respingiamo l’accusa riguardante l’inesistenza dei sette medici intervistati e le ricordiamo che vige il principio della protezione delle fonti.
Sacha Dalcol, direttore di Ticinonews.ch

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