Ivan Zivko - Quei giovani comunisti per il clima...
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Dico subito che il titolo vuole essere provocatorio, ma è per attirare l’attenzione di una certa parte di lettori, solitamente refrattari al tema. L’argomento è chiaramente divisivo, e spesso nei media vede contrapposti chi da un lato avverte dell’imminente disastro e dell’altro coloro che non vedono nessun nesso tra le attività umane e il clima del nostro pianeta. Questi ultimi spesso sono scettici a priori in quanto ritengono che oggi chi scende in piazza siano solo giovani con idee di stampo marxista, legati alla sinistra alternativa, che d’altra parte ha evidentemente tutto l’interesse a sostenere questa visione. Mi ricordo qualche tempo fa un documentario della RSI dal quale emergeva invece che i giovani attivisti non arrivavano solo da quel mondo, e di conseguenza ci fu una reazione stizzita a tal proposito del Partito Comunista, che accusava la RSI di voler far passare i giovani dello Sciopero per il clima come, dicevano loro, dei “radical chic”.

Il fatto è che i cambiamenti climatici repentini causati dalle nostre attività non sono, o non dovrebbero essere, argomento esclusivo di nessun partito in particolare, ma un’evidenza scientifica sostenuta da ricercatori di tutto il mondo. L’effetto serra è fondamentale per la vita sulla Terra, usando una metafora è come il piumino che ci tiene al caldo d’inverno; il problema è che noi adesso stiamo mettendo giacche su giacche, e se non agiamo velocemente, il guardaroba rischia di caderci addosso senza che noi potremo fare più niente (se il permafrost siberiano e l’artico si scioglieranno il riscaldamento globale si autoalimenterà anche se fermiamo tutte le nostre attività).

Non è vero però che dobbiamo passare a un’economia pianificata per risolvere il problema, non credo che se ad avere la meglio in passato fosse stata l’Unione Sovietica oggi ci troveremmo con un ambiente più sano, anzi, la società democratica e liberale ha permesso all’umanità di fare enormi passi in avanti in molti campi. Per uscire da questa situazione dobbiamo cambiare le nostre abitudini e investire nell’innovazione e nelle nuove tecnologie. Serve una politica lungimirante a tutti i livelli: comuni, cantoni, Confederazione e tutta la comunità internazionale devono agire per trovare il giusto equilibrio. L’accordo di Parigi prevede di ridurre entro il 2050 le emissioni globali di gas a effetto serra di circa l’85% rispetto al 1990, mentre la Svizzera entro quella data vuole diventare neutra da questo punto di vista. I giovani dello Sciopero per il clima in Svizzera chiedono di raggiungere questo obiettivo entro il 2030, che sarebbe bello ma a questo punto è probabilmente irrealistico. Come Verdi Liberali a livello nazionale abbiamo lanciato la campagna Cool down 2040, che con importanti incentivi all’economia, interventi sulla mobilità e sensibilizzazione siamo convinti porterà al risultato auspicato. In questo senso la collaborazione dei partiti di centro sarà fondamentale, e sono convinto che l’alleanza tra Verdi Liberali e PPD instaurata a Bellinzona così come in molti altri comuni ticinesi, sarà positiva anche per la lotta ai cambiamenti climatici.

Ivan Zivko, candidato al Municipio e al Consiglio comunale per la lista 1 PPD-GG-PVL

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