I Verdi del Ticino – Il progetto di potenziamento dell’autostrada A2 tra Lugano Sud e Mendrisio non è la soluzione
Redazione
I Verdi del Ticino – Il progetto di potenziamento dell’autostrada A2 tra Lugano Sud e Mendrisio non è la soluzione
Immagine Ustra

Considerata la situazione ambientale del Mendrisiotto e considerati gli obiettivi di sostenibilità e di protezione del clima che la Confederazione e il Cantone si sono dati anche nella mobilità, i Verdi del Ticino sono contrari al progetto di potenziamento dell’autostrada A2 tra Lugano Sud e Mendrisio (PoLuMe, terza corsia dinamica). Il progetto immagina un futuro della mobilità regionale facendo ricorso a visioni del passato ancora basate sull’aumento della capacità stradale e dimenticando le alternative. Esso promuove ulteriormente il traffico individuale motorizzato, con pesanti ricadute di ordine finanziario, ambientale e di qualità della vita, sia in fase di cantiere che a medio-lungo termine.

Nello specifico I Verdi del Ticino ritengono che le capacità di transito non devono essere aumentate perché ciò implicherebbe semplicemente lo spostamento dei colli di bottiglia all’interno degli agglomerati urbani (Luganese e Mendrisiotto) portando ad una ulteriore saturazione della rete stradale e ad ulteriori costi da dover poi affrontare in seguito (ad esempio per opere di parcheggio). Inoltre, l’aumento della capacità dell’A2 è in contrasto con i principi dell’articolo 84 della Costituzione Svizzera sulla protezione delle Alpi (trasferimento dalla strada alla ferrovia del traffico merci e ampliamento delle strade). A lungo termine si rischia di peggiorare la situazione causando un aumento complessivo del traffico motorizzato privato, con il conseguente aggravio del già importante carico ambientale. Questo progetto, poi, non tiene conto né delle alternative di trasporto più efficienti sia nell’uso dell’energia sia dello spazio (mezzi pubblici, mobilità lenta), né delle nuove pratiche e tecnologie (telelavoro, teleconferenze, piattaforme per stimolare la condivisione dell’auto) che potrebbero di fatto contribuire alla diminuzione del traffico e alla gestione dei flussi dei veicoli. Per i verdi del Ticino è prioritario investire le limitate risorse finanziarie a disposizione nel potenziamento del mezzo di trasporto pubblico, sia a livello regionale tramite il potenziamento della rete di trasporti pubblici (bus e Tilo, car sharing), sia a livello interregionale con una celere realizzazione di Alptransit a sud di Lugano, ben prima di quanto prevede attualmente la Confederazione, con lo scopo di integrare la rete ferroviaria svizzera in quella europea (Croce federale della mobilità). Infine, il progetto PoLuMe è una rischiosa concorrenza per l'ulteriore sviluppo ferroviario dell’asse nord-sud e rischia di contribuire a far fallire la strategia di trasferimento del traffico dalla gomma alla rotaia sia per le persone sia per le merci.

Sulla base di queste considerazioni i Verdi del Ticino chiedono alla Confederazione e al Cantone di congelare il progetto puntando fin da subito maggiormente sulle alternative al mezzo motorizzato privato.

I Verdi del Ticino

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