Marco Romano
Giù l’imposta di circolazione
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
2 mesi fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

L’iniziativa popolare è lo strumento chiave per realizzare progetti per i quali le istituzioni da troppo tempo tergiversano. In Ticino paghiamo un’imposta di circolazione tre le più alte in Svizzera. Vi sono sicuramente varie spiegazioni oggettive. Da anni, tuttavia, la politica legittimamente rivendica da tutti i fronti una riforma che alleggerisca il peso sulle tasche dei cittadini, renda il calcolo maggiormente comprensibile ed eviti aumenti unilaterali improvvisi. La passività istituzionale ha portato alla votazione popolare del prossimo 30 ottobre.

Mi piace pensare a un chiaro sì a favore dell’iniziativa popolare del Centro “per un’imposta di circolazione più giusta”. Un’approvazione permetterebbe di sgravare di alcune centinaia di franchi per anno oltre 135'000 cittadine e cittadini in un momento storico nel quale praticamente su tutti i fronti aumentano i costi. Una riforma sostenibile per le casse dello Stato e utile alla cittadinanza. Venticinque milioni di franchi resteranno nei portafogli della collettività alimentando il potere d’acquisto, già nel 2023.

La riforma proposta è coerente e precisa. Aggiorna il calcolo dell’imposta rendendolo trasparente, lineare e di facile comprensione per il cittadino-automobilista. Considerando un unico fattore per il calcolo dell’imposta -la quantità di emissioni di CO2- si utilizzerà un approccio che permette realmente di considerare anche la tassa di circolazione quale criterio nell’acquisto di nuovi autoveicoli. L’approccio mira dunque anche a stimolare il rinnovo del parco veicolo verso vettori che riducano o annullino le emissioni di CO2, dando grande autonomia e responsabilità di scelta all’automobilista.

Il Parlamento contrappone un controprogetto che annacqua la proposta e la complica con elementi che esulano dal fine concreto dell’iniziativa popolare. Il reale sgravio a favore dei cittadini sarebbe di soli dieci milioni di franchi con un sistema selettivo che esclude il ceto medio. La riduzione dell’imposta di circolazione in Ticino è tanto essenziale quanto opportuna perché il costo è tra i più alti in Svizzera e gli introiti non sono solo destinati a finanziare l’infrastruttura, ma anche la cassa generale dello Stato. A beneficiare dell’abbassamento devono di conseguenza essere tutti.

La riforma proposta è necessaria e concreta; di facile attuazione a favore di decine di migliaia di famiglie. SI all’iniziativa, NO al controprogetto affinché in Ticino tutti paghino finalmente un’imposta di circolazione equa e in linea con la media nazionale.

Marco Romano, consigliere nazionale del Centro

I tag di questo articolo