Giovani Verdi liberali Ticino - Lotta al COVID: NO a discriminazioni sproporzionate
Giovani Verdi liberali Ticino - Lotta al COVID: NO a discriminazioni sproporzionate
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Nella lotta al COVID-19 la libertà personale è stata a più riprese limitata. Le limitazioni sono giustificate quando sono proporzionate e in questo senso ci auguriamo che in Svizzera non si decida di portare avanti la lotta al virus discriminando pesantemente chi non è vaccinato, come succede in Francia e Italia. Ci riferiamo all’obbligo di presentare il certificato COVID addirittura per andare fare la spesa o prendere i mezzi pubblici. Comprendiamo l’intento di queste misure, ma le riteniamo sproporzionante, poiché esercitano una pressione eccessiva su coloro che per le più svariate ragioni non intendono farsi vaccinare, pur sapendo il rischio al quale vanno incontro. La libertà è un valore al centro della nostra identità e, irrazionale o meno che sia, il timore o il rifiuto di una persona di farsi inoculare un vaccino va rispettato, perché costringerla (de jure o de facto come accade dai nostri vicini) significa come Stato farle una violenza. E una serie di violenze rischia di creare un precedente pericoloso e di generare una spaccatura sociale, con conseguenze più pesanti di quanto si possa immaginare. Ancora una volta, basta guardare cosa succede oltre i nostri confini per rendersene conto. Certo, bisogna anche tenere conto delle libertà che vengono a cadere se il virus torna a diffondersi in maniera insostenibile. Tuttavia, la crescente immunizzazione, le migliori conoscenze sul virus rispetto a un anno fa e il fatto che la maggior parte delle persone a rischio sia vaccinata (più dell’80% tra gli ultrasettantenni) ci offrono garanzie tali da rendere sproporzionate misure pesantemente discriminatorie. Consapevoli che il liberalismo deve essere applicato sulla base del buon senso e non in maniera dogmatica, riteniamo un compromesso accettabile quello di applicare il criterio del vaccino/guarigione/test negativo all’accesso alle strutture di svago, ma per un periodo strettamente limitato e solo se le ospedalizzazioni raggiungessero livelli preoccupanti, quindi non a scopo preventivo. I trasporti, l’accesso ai negozi di tutti i tipi e agli altri servizi devono rimanere a disposizione di tutti i cittadini senza alcuna discriminazione. Questo permetterebbe di spingere coloro che non si fanno vaccinare essenzialmente per pigrizia a rompere gli indugi, rispettando però la libertà di coloro che di farsi vaccinare non ne vogliono sapere. Inoltre, lasciando la libera scelta si evita di innescare in numerosi cittadini un rifiuto non tanto del vaccino in sé, quanto di un eventuale obbligo statale a farselo inoculare. L’obiettivo deve essere quello di ottenere una società sana, rispettando chi ha opinioni differenti e senza innescare un conflitto sociale.

Giovani Verdi liberali Ticino

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