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Felix Jauch - Il lupo provoca danni enormi
2 mesi fa

I lupi grigi, che vivono in Europa, non sono una specie in via di estinzione. Neanche le volpi lo sono. Non si capisce quindi perché le volpi possano essere regolate, ma non i lupi. Infatti questi ultimi causano danni molto più gravi. Nel 2020, in Svizzera, sono stati uccisi dal lupo 922 animali da pascolo, nel 2021 furono almeno 853.

È molto probabile che in realtà il numero di vittime sia molto più alto, dato che molte pecore uccise non vengono mai ritrovate o non sono incluse nelle statistiche perché mancano i marchi delle orecchie. Alcuni proprietari di animali da reddito si sono già arresi e addirittura non segnalano più le predazioni.

Tutto sta peggiorando. Sia il numero di predazioni che la popolazione di lupi stanno crescendo in modo esponenziale. Troppo spesso i lupi non uccidono le loro prede prima di sbranarle, bensì le mangiano ancora in vita.

I lupi uccidono molti più animali da pascolo di quelli di cui hanno bisogno, come dimostra il caso di Bonstetten, dove un lupo ha ucciso 25 pecore della razza Spiegelschaf, di pro-specie rara. Molti animali da pascolo, dopo gli attacchi, restano gravemente feriti sul posto. Devono aspettare per ore in grande sofferenza prima di essere soccorsi.

Tali condizioni sono in contraddizione con la rigorosa protezione degli animali in Svizzera. I lupi non sviluppano effetti positivi, bensì solo negativi. Essi sono veri e propri opportunisti. Anche se la selvaggina in tutta la Svizzera sarebbe più che sufficiente a sfamarli, i lupi preferiscono scendere a valle ed entrare nei villaggi per predare gli animali al pascolo.

Nelle zone di insediamento, e quindi in tutto l’Altopiano centrale, per la protezione si usano semplicemente le recinzioni, poiché l’impiego dei cani di guardiania aggressivi crea un potenziale di conflitto troppo grande. Le recinzioni però non offrono pressoché nessuna protezione poiché i lupi superano senza sforzo reti alte 150 centimetri.

E ciò che non è un problema per i lupi, è una trappola mortale per le pecore. Essendo opportunisti, i lupi preferiscono cacciare prede facili che nel nostro paesaggio molto antropizzato sono gli animali da pascolo. Perciò l’auspicata riduzione del numero degli ungulati non ha luogo, e di conseguenza non c’è alcuna rigenerazione della foresta. Non c’è un solo studio scientifico in grado di dimostrare effetti positivi per la foresta.

Nemmeno la biodiversità ne trae beneficio. Vale il contrario. I lupi, ad esempio, predano anche le lepri in via di estinzione. Inoltre rospi, ricci e altri piccoli animali muoiono nelle reti di protezione elettrificate che recentemente si utilizzano sempre di più e ovunque a causa dei lupi.

Nel solo Vallese, più di trenta alpeggi sono già stati abbandonati o destinati ad altri scopi. Il loro inselvatichimento porta alla scomparsa di molti prati ricchi di specie di fiori. Quest’ultimi sono la base di vita di molti insetti e piccoli animali, che a loro volta forniscono cibo ad altre creature in via di estinzione, come uccelli o ricci. Le pecore e le capre contribuiscono a preservare questi habitat ecologicamente preziosi. I lupi sono anche pericolosi, soprattutto per i bambini.

Cosa direbbe la popolazione se improvvisamente venisse detto loro che tutti devono tollerare dieci furti con scasso prima che la polizia intervenga ed eventualmente arresti i responsabili? E chi dovesse lamentarsi per una tale situazione si sentirebbe rispondere “fate una protezione antifurto” o “ma venite ricompensati”?

Questo è esattamente ciò che accade agli allevatori di bestiame da pascolo. Impotenti devono vedere dieci dei loro animali massacrati sul proprio territorio prima ancora di prendere in considerazione l’idea di sparare al lupo. Queste regole inaccettabili sono una brutta novità. Generano solo discordia tra le persone coinvolte. Tutti i lupi che causano danni devono quindi essere allontanati immediatamente. I lupi appartengono - come già in passato - ad una natura selvaggia, dove non devono entrare in conflitto con esseri umani e animali da pascolo.

Felix Jauch, membro del consiglio direttivo dell’Associazione della Svizzera Centrale per la protezione degli animali selvatici e del bestiame dai grandi predatori (vsvgz.ch), proprietario di bestiame e gestore di alpeggi.

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