Diego Baratti
e-ID per una sovranità digitale
©Gabriele Putzu
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Redazione
2 giorni fa
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Nel XXI secolo la competizione internazionale non si gioca più soltanto sulla forza economica o sulla capacità di innovazione industriale: il nuovo campo di battaglia è la sovranità digitale. La possibilità per un Paese di garantire ai propri cittadini infrastrutture digitali sicure, trasparenti e affidabili diventa oggi condizione imprescindibile per restare competitivi e non scivolare in una posizione di dipendenza da attori stranieri.

La Svizzera, consapevole di questa sfida, si trova in un momento cruciale: l’introduzione di una identità digitale (e-ID) rappresenta un passo strategico per rafforzare la competitività nazionale e preservare l’autonomia tecnologica. Non si tratta semplicemente di uno strumento tecnico, ma di un vero pilastro della sovranità digitale, capace di garantire che i dati personali dei cittadini restino in Svizzera, anziché essere gestiti da grandi multinazionali internazionali la cui logica è spesso commerciale e lontana dai bisogni e dai valori del nostro paese.

Le economie più forti si distinguono per la capacità di innovare rapidamente e integrare soluzioni digitali in ogni settore: dall’istruzione alla sanità, dal commercio elettronico alla mobilità. In questo contesto, la disponibilità di un sistema di identità digitale sicuro diventa un vantaggio competitivo. La semplificazione dei processi amministrativi, l’automazione dei servizi e la possibilità per imprese e startup di costruire nuovi modelli di business su un’infrastruttura affidabile rappresentano un acceleratore potente per l’intero ecosistema economico.

Un Paese che dispone di strumenti propri non è costretto ad appoggiarsi a piattaforme estere per attività quotidiane come autenticazioni online, firme digitali o verifiche d’età. Così facendo, riduce i rischi di lock-in tecnologico e rafforza la fiducia interna, prerequisito per attrarre investimenti e talenti.

Con una soluzione “Made in Switzerland”, invece, il Paese riafferma la propria indipendenza e dimostra che anche una realtà di dimensioni ridotte può essere leader di innovazione, a patto che sappia valorizzare il proprio know-how tecnologico. La qualità svizzera – sinonimo di precisione, sicurezza e affidabilità – diventa così un marchio di garanzia anche nel digitale.

Non va però dimenticato che la sovranità digitale non si conquista solo con la tecnologia: è necessaria anche una visione culturale. Significa promuovere tra cittadini e imprese la consapevolezza che i dati sono un bene prezioso da proteggere, e che l’adozione di soluzioni nazionali rafforza non solo la sicurezza individuale, ma anche l’autonomia collettiva.

In questo senso, la e-ID non è un obbligo, ma un’opportunità. È una scelta libera, che però diventa leva strategica per costruire un futuro digitale all’altezza delle sfide globali.

Per restare al passo coi tempi, la Svizzera deve investire in strumenti che garantiscano competitività e sovranità digitale. L’e-ID non è un semplice documento elettronico: è l’infrastruttura che consentirà di sviluppare servizi innovativi, rafforzare la fiducia dei cittadini e consolidare l’indipendenza tecnologica del Paese.

 

Diego Baratti - Vicepresidente UDC Ticino

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