Athena Demenga
Biodiversità: un buon investimento
Redazione
29.08.2024 08:58

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Il clima e la biodiversità sono interdipendenti come tutto
ciò che è riconducibile all’organicità su questo pianeta. Dalle fonti di
informazione ci accorgiamo che ogni ricerca, tabella e grafico sono soggetti a
dei lassi temporali e ai dati considerati, diventando degli inevitabili filtri
tramite i quali si orienta un pubblico verso i propri orizzonti. Tanti punti di
vista sono una ricchezza e permettono di confrontarci con una libertà
fondamentale, e grazie al senso critico intrinseco in ognuno, di essere a
nostra volta liberi di avere almeno un proprio punto di vista. Ma ci sono degli
aspetti che sono universali: la biodiversità rappresenta per antonomasia il
giardino della nostra casa comune che è, di fatto, questo pianeta, degno di
essere osservato, scoperto, curato e conosciuto. Non dovremmo eccedere nella
smania di miniaturizzazione del globo, avvalendoci di tentativi di mimesi che
in specialmodo nei recentissimi secoli hanno rivelato purtroppo anche tutta la
loro intrinseca impossibilità e drammaticità effettive – quanto meno impotenti
senza arrecare danno o, piuttosto, quell’attitudine di un concatenato rimediare
al rimedio del rimedio – oppure plasmandolo come fosse una natura morta, un
oggetto da esporre o peggio un marchingegno funzionale. È impellente andare
oltre i dati tassonomici e statistici che sono soggetti, e assoggettano, a
selezioni, inclusioni e omissioni. Gli equilibri delle specie, di tutte le
specie, sono interrelati oltre ogni possibilità tassonomica, elevando la
complessità a una concezione olistica dell’esistenza che, con la sua
persistenza, mostra la sua perfezione ai nostri sensi. Siamo noi che
discerniamo con ragion d’essere QUANTO E COME INVESTIRE per rendere questo
nostro veicolo cosmico – pur non veramente conducibile – non un mero
marchingegno alla stregua di sperimentazioni di ogni sorta (con i vari rischi
del potenziale inganno che aleggiano da ogni angolo e bandiera, sottoposti ai
dettami di mercato troppo spesso ciechi ai fattori di inquinamento o peggio con
la presunzione che la guerra debba ancora essere parte del vivere umano e
previa alle dinamiche ambientali), bensì un luogo abitabile, un ecumene vivo,
sano e organico, all’insegna del benessere, dell’armoniosità, della limpidezza e della bellezza, approcciandoci a esso con
la dovuta coscienza e delicatezza, poiché consapevoli che siamo noi a essere
soggetti all’estinzione e non questo pianeta, destinato invece a perdurare ben
più a lungo dell’umanità.

