Andrea Genola - Caro (per il costo) governo
Redazione
Andrea Genola - Caro (per il costo) governo

Caro (per il costo) Governo, il “tuo” ufficio della sanità pubblica, ieri mi ha fatto trovare nella bucalettere una locandina che mi salverà la vita in questi giorni di canicola, ricordandomi le tre regole d’oro di sopravvivenza: 1º Evitare sforzi fisici. 2º Ripararsi dal caldo e rinfrescarsi. 3º Bere molto e mangiare leggero. Ti ringrazio perché così hai colmato una lacuna della scuola dell’obbligo pubblica Svizzera che in nove anni non è capace di insegnare ai suoi alunni che:

Lavorare sotto il solleone fa più male di giocare a tennis o andare in bicicletta. Che prosciutti e meloni sotto l’ombrellone, sono più apprezzati del minestrone bollente e della polenta “uncia ”.

Che bere molto avvolte non è una malattia ma una cura. D’altronde cosa si può pretendere dalla scuola pubblica che sembra essere sempre meno efficiente e/o performante, a giudicare dal fatto che i vostri figli li mandate in quella privata. Ma d’altronde la scuola pubblica è forse l’unico servizio che pago solo con le imposte. Non come le strade, che pago con la tassa di circolazione, con ogni litro di benzina e con il bollo. Orbene dopo queste considerazioni, nonostante mi riteniate un’idiota che non sa, che sotto il sole è più caldo che all’ombra, ma tuttavia sa misurarsi il sale assunto (dalla locandina , “assicurati di assumere sale in quantità sufficiente” ). Mi permetto di farti alcune domande. Al posto di spendere milioni in locandine ecc. Perché non li spendiamo per classi meno numerose (i miei figli sono stati “sempre” in multi classi) ? Perché non li spendiamo per uno o due anni in più di scuola dell’obbligo? Così magari eviteremmo di costringere i giovani a fare delle scelte per la vita, quando ancora non sanno cosa vogliono, col rischio che si perdano per strada. Così magari potremmo insegnargli che l’educazione a scuola si applica, dunque bisogna averla imparata prima, almeno in futuro la insegneranno ai loro figli. Così magari potremmo insegnargli l’importanza della partecipazione alla società civile con il voto. Nella speranza che in futuro scelgano chi preferisce investire nella scuola al posto di spendere in veline. Insomma vi chiedo, perché non investiamo per risolvere la causa di tutti i problemi al posto di sperperare per le conseguenze?

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