Alessandro Gnesa - Scuole al Burio, un fallimento iniziato 12 anni fa
Alessandro Gnesa - Scuole al Burio, un fallimento iniziato 12 anni fa
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PREMESSA

Molti articoli sono apparsi sulla stampa ticinese nei giorni scorsi e molti di nuovi ne usciranno ancora. Peccato unicamente dovere leggere sulla carta stampata senza purtroppo poter dibattere su di un tema così serio ed importante che potrebbe precludere lo sviluppo territoriale di Gordola e non solo.

IL FALLIMENTO

Che il progetto del Burio sia partorito in maniera fallimentare e concluso ancor peggio lo si è capito fin da subito. Già nella fase iniziale ci si è cocciutamente intestarditi che l’unica alternativa era il risanamento senza intraprendere seriamente la valutazione per la costruzione di una nuova scuola. Il pomo della discordia è nato da una considerazione personale redatta dall’ex Sindaco in data 17 maggio 2010, riferendosi sul rapporto della SUPSI. A quel tempo l’ex Sindaco stimò il prezzo di vendita del terreno collinare del Burio a soli franchi 350.-- al metro quadro per un incasso complessivo di franchi 3’437’000.--. Le stime per la vendita dei terreni collinari di Gordola nel 2010 calcolate dai più importanti istituti bancari, furono invece indicate tra i franchi 750.-- e 950.--. Una nuova scuola, sempre da indicazioni dell’ex Sindaco, sarebbe costata franchi 12’002’000.--, la demolizione e il ripristino del terreno franchi 1’870’000.-- (sempre stima ex. Sindaco). Quindi i costi d’investimento netti per una nuova scuola sarebbero ammontati a franchi 10’538’000.--, contro i costi per un risanamento allora stimati dall’ex Sindaco in 9 milioni (sempre riferendosi al rapporto

SUPSI).

LO SGONFIARE E IL GONFIARE LE CIFRE

Ecco che grazie allo sgonfiamento dei valori del terreno la frittata fu servita e si mise fine ad un’analisi per una progettazione di massima di una nuova scuola. Ora l’ex Sindaco ha anche il coraggio di scrivere a mezzo stampa che attualmente i costi di una nuova scuola sarebbero stimati in addirittura a 42/47 milioni di franchi (quasi il 400% di aumento in soli 11 anni). Per favore non prendiamo per il naso i cittadini. La legge federale sulla pianificazione del territorio la conosciamo e invitiamo a rileggerla in quanto la stessa dà la possibilità di trasformare una zona di edifici e attrezzature di interesse pubblico in una zona residenziale o altro a patto che la stessa superfice sia stata trasformata da residenziale o altro a zona di edifici e attrezzature di interesse pubblico.

LA POSIZIONE DELLA LEGA/UDC E LA CAMPAGNA ELETTOREALE DELLA PLR

Ribadiamo che una scuola nuova a nostro avviso va edificata in posizione centrale, ossia in zona Santa Maria (ideale) o zona Monda (comunque centrale) e non come menzionato a mezzo stampa dalla Signora Tania Soldati Marzini in zona Campagne, ritorniamo pertanto al mittente tali e fasulle affermazioni. Qui mi sembra che al posto di portare argomentazioni utili sui temi in votazione si scivoli spesso su fantasiose riflessioni e interpretazioni.

LA VOTAZIONE

Quello che è chiaro a tutti è che siamo chiamati alle urne per decidere se ristrutturare o meno una scuola esistente senza essere a conoscenza del costo finale (conosciamo solo il plafone massimo di 16 Mio al netto di sussidi, contributi ecc..), l’avere tacciuto dal 2019 fino all’altro giorno in merito alla presenza di amianto (fatto grave dal mio modesto parere) e senza essere in chiaro sulle modalità e tempistiche d’intervento.

LA SOLUZIONE E’ NEL GIARDINO DEL VICINO

Quello che possiamo fare è guardare in lidi migliori. Un fatto concreto e non parole sono le scuole medie di Caslano, terminate nel 2018, sono costate ai contribuenti 22,8 Mio per una volumetria complessiva di 34’000 m3 (fonte repubblica e Cantone Ticino DECS) il che significa un costo di costruzione pari a franchi 670.-- al m3. Stando al calcolo effettuato dalla SUPSI le scuole di Gordola hanno una volumetria di 17’700 m3 (confermato anche dall’ex Sindaco nel suo rapporto del 17.05.2010). A parità di investimento, ossia massimo 16 Mio, avremmo la possibilità di costruire le nuove scuole la cui volumetria arriverebbe a circa 23’900 m3, oltretutto senza nemmeno considerare gli aiuti in sussidi e contributi che la scuola nuova riceverebbe (valutabili in 4/5 milioni).

IL FUTURO

L’edificazione in zona centrale porterebbe tutti quei vantaggi che un comune trainante in ambito regionale dovrebbe rincorrere. Una nuova palestra con dimensioni più importanti sarebbe sicuramente più pratica non solo per gli scolari ma anche per le numerose società sportive. Una nuova scuola sarebbe più efficiente in ambito energetico, meglio raggiungibile per tutti gli scolari, aule adattate alle nuove esigenze didattiche, spazi interni più confortevoli, aree di svago esterne più attuali e con molto più verde.

IL PASSATO

Riattiamo la scuola? va bene. Ma riusciremo a rispettare la tabella dei costi? Si riuscirà a rispettare i tempi di risanamento valutati in 3 / 4 anni malgrado i lavori vengano effettuati nei periodi di chiusura scuole? La bella vista i ragazzi l’hanno solo in aula quando dovrebbero avere la testa sui libri e l’orecchio rivolto alla maestra, o è previsto di riprogettare anche gli spazi ricreativi visto che al momento attuale a sud/est/nord/ovest vedono solo pareti in cemento?

IL CORAGGIO

Tante domande senza certezze. Credo sia giunto il momento di avere il coraggio di voltare pagina e guardare al futuro dei nostri ragazzi e del nostro paese progettando seriamente una nuova scuola.

Alessandro Gnesa, Presidente Lega/UDC

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