Sanremo: di voci presenti e di quelle che non si son sentite
La speaker di Radio3i Patty Speroni dice la sua sul Festival di Sanremo. Ecco la sua pagella della terza serata, quella dedicata alle cover
di Patty Speroni
Sanremo: di voci presenti e di quelle che non si son sentite
Screenshot Rai

Si è chiusa la serata delle cover. Gli artisti hanno potuto attingere al vasto repertorio dei grandi classici della musica italiana, scegliendo di stare sul palco da soli o di farsi accompagnare da un collega.

Noemi ha cantato “Prima di andare via” insieme a Neffa. Qualcuno dice ci sia stato un problema tecnico, ma sorprende il fatto che Neffa non riuscisse ad andare a tempo sulla sua stessa canzone. Voce debolissima e canzone salvata dalla prontezza di Noemi. Ma Neffa, su quel palco, ci passava per caso? Necessario scorporare le valutazioni: Noemi voto 6,5. Neffa voto 5.

Fulminacci propone “Penso positivo” di Jovanotti con l’aiuto di Valerio Lundini e Roy Paci. Se non ci fossero stati il guizzo attoriale di Lundini e la tromba magnifica di Roy Paci a dare carica all’esecuzione, Fulminacci... Ah, era Fulminacci? Voto 5,5

Non è l’anno di Francesco Renga. Non è più la voce di Francesco Renga. Qualcosa è cambiato. Il duetto con Casa di Lego per nulla azzeccato. La canzone “Una ragione in più” urlava vendetta e in alcuni punti chiedeva pietà. Voto 5

Gli Extraliscio si sono portati sul palco un musicista tedesco, Peter Pichler, ed hanno eseguito un medley di “Rosamunda”. Sono stati nel loro genere, il liscio, non hanno strafatto e si sono anche divertiti. Voto 6,5

Fasma ha deciso di cantare “La fine” insieme a Nesli. Problemi tecnici. Il suo microfono funzionava male. Santa pubblicità. Si riprende, ma la voce comunque non c’è, fino a quando non ritorna l’autotune. Nonostante i prodigi tecnologici, la voce di Nesli riesce comunque a sovrastare quella di Fasma. Mi spiace. Non c’è autotune che tenga. Voto 4

Bugo pesca nel repertorio di Lucio Battisti e sceglie di condividere l’esecuzione di “Un’avventura” con i Pinguini Tattici Nucleari. La scelta è già di per sé un azzardo. L’esecuzione una flagellazione per tutti coloro che hanno avuto la forza di ascoltare. Devo ancora capire se è stato uno scherzo da eravamo quattro amici al bar. Voto 4

Francesca Michielin e Fedez propongono un medley “Del verde” e “Le cose che abbiamo in comune” con inserti di “Felicità”. La Michielin vocalmente ben centrata. Fedez sembra non essere nella sua comfort zone. Voto 6

Irama fa una scelta impegnativa. La canzone d’autore, quella politicamente schierata. Sceglie “Cyrano” di Francesco Guccini. La interpreta bene. Mi chiedo se ha colto fino in fondo lo spirito della canzone. Comunque convincente. Voto 7

I Maneskin incontrano il meastro Manuel Agnelli sul palco dell’Ariston e con lui cantano “Amandoti”. Grande intensità nell’interpretazione. Giochi di sguardi. Il palco vissuto con grande fisicità. I suoni degli strumenti musicali si sono sentiti in tutta la loro potenza. Trionfo di rock. Voto 8,5

Random ha scelto i Kolors per interpretare “Ragazzo fortunato” di Jovanotti. Nonostante la band sappia suonare e cantare e sia di forte sostegno per lui, Random non convince. Non ha voce, stona. Non è la sua canzone. Andrebbe rivisto tutto il progetto. È stato mandato allo sbaraglio? Voto 3

Willie Peyote si affida alla musica d’autore. Decide di cantare “Giudizi universali” insieme a Samuele Bersani, che quella canzone ha scritto e cantato. Momento di altissima poesia. Samuele Bersani è perfettamente nel suo. Willie Peyote non è invece a fuoco con la voce. A volte il suo cantato è più un parlato. Ma alla fine il risultato c’è. Voto 7,5

Orietta Berti sceglie di cantare “Io che amo solo te” una canzone di Sergio Endrigo, insieme ad una band di giovani artiste “Le Deva”. Due sensibilità diverse. C’è chi è perfettamente calata nello spirito della canzone (Orietta Berte) e sa dosare la voce e c’è chi invece fa sfoggio - non necessario - di potenza vocale, là dove è richiesta delicatezza (Le Deva). Solo per Orietta Berti voto 7,5

Gio Evan canta “Gli anni” degli 883 con alcuni partecipanti del talent The Voice Senior. Non è un esperimento particolarmente ben riuscito. Si è avuta la sensazione di voci provenienti da due pianeti differenti. Voto 5

Ghemon rinuncia all’orchestra e sceglie di esibirsi con I Neri per Caso con un medley di canzoni che hanno per tema le donne. La sua performance è decisamente migliore rispetto all’esecuzione dell’inedito che ha in gara. Voto 7,5

La rappresentante di lista porta come cover un grande successo di Donatella Rettore, “Splendido splendente”. Lo canta quasi interamente lei a tal punto da far pensare che Rettore si sia data alla fuga. Il tempo di terminare il pensiero, ed ecco comparire la bionda Donatella per completare la sua canzone. Si poteva fare di più. Voto 7

Arisa si cimenta in una cover di Pino Daniele. Sceglie di cantare “Quando” in coppia con Michele Bravi. Non c’è corsa. Il filo di voce di Michele Bravi sparisce, sopraffatto dalla vocalità di Arisa. Voto 7

Madame decide di cimentarsi in un grande successo di Adriano Celentano “Prisencolinensinainciusol”. È la maestra in una scuola dove i banchi hanno le rotelle. Il riferimento alla situazione della scuola italiana è ovvio. La resa della sua performance è poco convincente, se confrontata con una figura camaleontica come quella di Celentano. Voto 6,5

Promessa mantenuta quella de Lo stato sociale: portare sul palco dell’Ariston i lavoratori dello spettacolo. La cover scelta è “Non è per sempre” degli Afterhours. Il gancio con l’attualità è fortissimo e va oltre l’esecuzione della canzone, ben lontana dallo spirito originario. Si è scelto un palco nazional popolare per far sentire la voce di chi non lavora. Voto 7,5

Su un palco in cui la musica è protagonista, Annalisa sceglie di cantare “La musica è finita” facendosi accompagnare dal chitarrista Federico Poggipollini. Nulla da dire sull’esecuzione. Non ci sono sbavature. Brava. Voto 8

Gaia affronta un altro mostro sacro di Sanremo. Decide di cantare “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, insieme a Lous and the Yakuza. Entrambe molto eleganti. Esecuzione rispettosa dell’originale, ma al tempo stesso rispettosa della propria cifra stilistica. Un connubio ben riuscito. Voto 8

Colapesce e Dimartino affrontano il repertorio di Franco Battiato e scelgono la canzone “Povera patria”. Non si comprende bene se siano intimoriti dal palco di Sanremo, dalle sedie vuote o se la questione sia proprio vocale. Le voci sono deboli. Ce ne faremo una ragione. Voto 6

Coma_Cose riprendono “Il mio canto libero” di Lucio Battisti e invitano Alberto Radius e Mamakass. Hanno trattato la canzone con rispetto, senza fare più del dovuto. L’hanno fatta propria. Voto 7

Questa volta Max Gazzè si è preso molto sul serio interpretando “Del mondo” insieme a Daniele Silvestri e la Magical Mistery Band. Ci sono state intensità, esperienza, talento ed emozione. Vecchio lupo! Voto 7,5

Malika Ayane appartiene alla casa discografica di Caterina Caselli e ha deciso di cantare una sua canzone “Insieme a te non ci sto più”. Immaginiamo che l’interprete originale sia orgogliosissima di averla in scuderia. Esecuzione impeccabile. Voto 8

Nel giorno del compleanno di Lucio Dalla, Ermal Meta sceglie di cantare “Caruso” portando sul palco la Napoli Mandolin Orchestra. Operazione rischiosa se non sai metterci lo stesso pathos che seppe metterci Lucio quando scrisse la canzone nella stanzetta d’albergo in cui dormì Caruso. Missione compiuta. Voto 8,5

Aiello chiude la serata delle cover proponendo “Gianna” insieme a Vegas Jones. Non conosce la misura. O forse conosce solo il troppo, l’eccesso, l’andare oltre. Ancora una volta troppo di troppo! Voto 4

E ora parliamo di numeri. Ringrazio di cuore chi ha voluto ricordarmi ciò che conosco dai tempi della scuola. Conosco molto bene il valore del 6. Ci tenevo così tanto, che quando tornavo a casa e dicevo che avevo preso 6, mio papà mi regalava sempre un Moretto. Sarà per questo che sono diventata “Moretto dipendente”.

Decine di persone in questo periodo fanno un assembramento. Centinaia di persone fanno la spesa al supermercato il sabato mattina. Migliaia di studenti vanno all’Università. Con 100.000 copie vendute, si è doppio disco di platino. Vasco Rossi ha milioni di followers. Nell’acqua che bolle metto un pizzico di sale oppure un grammo di sale o q.b. (= quanto basta). Nell’acqua che bolle metto 80 grammi di riso o una manciata di riso, se vado a occhio.

Quando ho visto Andrea Morricone, figlio del compianto Ennio Morricone, dirigere l’orchestra del Festival mentre eseguiva due pezzi storici composti da sua padre mi sono commossa. Quando ascolto la musica di Ennio Morricone non posso fare a meno di chiedermi come sia stato possibile, per un corpo così minuto, contenere tanto genio, tanta creatività e tanta bravura. La bellezza della sua musica va oltre tutto, oltre il mio 6 di bambina, oltre il mio 10 da adulta.

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