“Ha cambiato il ruolo della soubrette”
Il giornalista e critico musicale Dario Salvatori commenta la scomparsa di Raffaella Carrà: “Non ce ne sarà un’altra, perché non si studia più da Carrà”.
Redazione
“Ha cambiato il ruolo della soubrette”

La televisione italiana ha perso oggi con Raffaella Carrà una delle sue più grandi icone. Ballerina, cantante, presentatrice, è stata una protagonista a tutto tondo degli anni d’oro della tivù. Lei e il suo caschetto, quella che è la sua immagine più iconica secondo il giornalista e critico musicare Dario Salvatori, intervistato da Teleticino. Quel taglio di capelli fu opera del parrucchiere milanese Vergottini. “Era un caschetto coreografico”, racconta Salvatori, “perché ben si adattava alle coreografie che i grandi maestri coreografi hanno creato per lei negli anni”.

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La chiave del successo
Secondo Salvatori, il successo di Raffaella Carrà è dovuto alla sua capacità di creare una figura che non esisteva prima. “Lei è stata la prima a cambiare il ruolo da quello della soubrette a una figura a metà strada fra conduttrice e giornalista, lì c’era la sua abilità comunicativa e quello creò il successo”. Un ruolo, però, legato alla tv generalista che è sempre più in difficoltà. Per questo Salvatori non vede una nuova Carrà all’orizzonte. “Non ne vedo una perché non si studia più da Carrà”, spiega.

Prima dei Måneskin
Il successo di Raffaella Carrà non si limitò all’Italia, ma conquistò il mondo intero. Salvatori spiega come i suoi mercati preferiti fossero quelli di lingua spagnola, ma anche il Brasile, perché conosceva la lingua. E anche la Grecia. Ma, ricorda Salvatori, “proprio in questi giorni in cui si celebra la scalata discografica dei Måneskin in Inghilterra, la Carrà riuscì a primeggiare due volte nella classifica inglese, una volta alla fine degli anni Settanta e una seconda qualche anno dopo”.

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