Una mascherina che non copre il sorriso
Un team del Politecnico di Losanna ha già raccolto un milione di franchi di finanziamenti, probabilmente sarà prodotta in Svizzera
di fsu
Una mascherina che non copre il sorriso
Klaus Schönenberger, capo dell’EssentialTech Center dell’Epfl
Una mascherina che non copre il sorriso
Thierry Pelet, Ceo di Hmcare

Quando si parla con qualcuno che indossa la mascherina chirurgica è più difficile capirsi. Non vedere l’espressione del viso impedisce di comprendere subito il sarcasmo, l’ironia e, in generale, il sentimento associato a una frase. È un po’ come chattare su Whatsapp senza emoticon. Per questo un team di ricercatori dell’Epfl di Losanna ha creato la startup Hmcare, con cui ha già raccolto un milione di franchi di finanziamenti ed è pronto a lanciare su scala industriale la prima mascherina chirurgica completamente trasparente.

Hellomask

Si chiamerà Hellomask e vuole sostituire le classiche mascherine bianche, verdi o blu. Sebbene possano essere vestite da tutti, il team vuole produrle soprattutto per medici e infermieri che, grazie al volto scoperto, potranno trasmettere in modo migliore la propria vicinanza ai pazienti. Questa non è una conseguenza del Covid-19, bensì di un’epidemia precedente. Klaus Schönenberger infatti, capo dell’EssentialTech Center dell’Epfl, ha avuto l’idea in Africa nel 2015, quando l’ebola stava colpendo il continente. In quel periodo i medici coperti dalle mascherine, avevano attaccato delle foto del loro volto scoperto sui camici.

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Materiale poroso

Il Ceo della startup, Thierry Pelet, spiega come il grande problema sia il materiale: “Se si cerca online, si possono trovare prototipi di mascherine parzialmente trasparenti, ma sono solo mascherine normali con un po’ di tessuto sostituito da plastica”. Il che rende difficile respirare, così gli scienziati hanno cercato di trovare il giusto equilibrio tra porosità e trasparenza, utilizzando una membrana in polimero sviluppata appositamente. La filtrazione è analoga a quella delle mascherine tradizionali. Il materiale è anche biodegradabile o riciclabile. I piani iniziali erano quelli di produrre le mascherine in Asia, ma la pandemia ha cambiato le cose, ora il team sta pensando di farlo in Svizzera, dove molte aziende stanno convertendo la produzione sulle mascherine chirurgiche.

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