I termini di WhatsApp fanno ancora discutere
Il social network minaccia di terminare il servizio ai clienti che non ne hanno ancora accettato le condizioni d’uso, ma i consumatori europei insorgono
di Federico Marino
I termini di WhatsApp fanno ancora discutere
Foto Shutterstock

Non smette di creare malcontento l’aggiornamento dei termini e delle condizioni di WhatsApp. Dopo mesi dal cambiamento, che aveva fatto parlare a livello mondiale, molti utenti non hanno ancora accettato il “contratto d’uso”. Ma le minacce del social network di staccare la spina ai renitenti hanno fatto infuriare le associazioni dei consumatori. La BEUC (Organizzazione dei consumatori europea), infatti, ha sporto denuncia nei confronti di WhatsApp. Secondo l’organizzazione, il servizio di messaggistica del gruppo Facebook ha mancato di rispettare i diritti dei consumatori “più volte” e “per svariati mesi”.

Le preoccupazioni sulla privacy
Il caso in questione riguarda l’aggiornamento dei termini di regolamentazione della privacy già molto discusso a maggio di quest’anno. WhatsApp aveva affermato che i cambiamenti avrebbero riguardato solamente le conversazioni business, che possono essere condivise dagli imprenditori sul loro profilo Facebook.

Il timore che l’aggiornamento comportasse il trattamento non autorizzato di dati da parte di Facebook aveva tuttavia scatenato le proteste degli utenti. Sebbene l’azienda avesse ribadito che non erano previste modifiche alla modalità di condivisione dei dati, e che WhatsApp non condividesse i dati degli utenti europei con Facebook, le critiche non si sono risparmiate. La questione è arrivata ad attirare l’attenzione delle istituzioni.

Limitazione delle funzionalità
In un primo momento le conseguenze di una mancata accettazione dei nuovi termini erano progressive ma non di poco conto. Dopo un primo periodo, l’avviso che invitava ad accettare i nuovi termini era reso permanente. A questo punto, subentrava una limitazione progressiva delle funzionalità dell’App; ciò, fino al punto di non poter più accedere alla lista delle chat, e dopo 120 giorni di inattività alla rimozione dell’account.

Agli inizi di giugno WhatsApp ha dichiarato di aver modificato le sue politiche, non prevedendo più una limitazione delle funzionalità. Tuttavia, la BEUC contesta il fatto che i messaggi ricevuti dagli utenti contengono ancora questa “minaccia”.

“Persistenti, ricorrenti e intrusive notifiche”
La denuncia secondo la BEUC sarebbe giustificata dalle “persistenti, ricorrenti e intrusive notifiche che vogliono spingere i consumatori ad accettare i nuovi termini e condizioni” del servizio. Il contenuto e il ritmo di queste notizie metterebbero i consumatori sotto una pressione che ne compromette la capacità di scelta.

Inoltre, si vuole denunciare la scarsa comprensibilità dei nuovi termini di utilizzo.
La condotta di WhatsApp sarebbe inoltre aggravata dal fatto che spinge gli utenti ad accettare una politica sulla privacy che è ancora sotto scrutinio da parte delle Autorità Europee di Protezione dei Dati. Il direttore generale della BEUC ha inoltre affermato che WhatsApp ha adottato una comunicazione “deliberatamente vaga”, e fa appello alle autorità perché ci si assicuri che il servizio di messaggistica rispetti i diritti dei consumatori.

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