Dati al sicuro? Commercianti nei guai
Apple permette di impedire il tracciamento dei dati da parte di app terze. Un grosso guaio per chi vende online
Redazione
Dati al sicuro? Commercianti nei guai
Foto Shutterstock

Da qualche tempo, se avete aggiornato il vostro iPhone, vi è stato chiesto se volete consentire oppure no il tracciamento dei vostri dati da parte di app non sviluppate direttamente da Apple. Molti avranno scelto di tutelare la propria privacy, questo però è stato un vero disastro per molti piccoli commercianti, mentre i colossi se ne accorgono meno.

“Le grandi aziende che lavorano su grandi numeri sentono meno l’impatto. Per le piccole aziende, in America, in Italia e in Ticino, questo aggiornamento preclude tante vendite”, spiega l’esperto di marketing digitale Sante Occhiuzzi. E il rischio è che la privacy non sia poi così tutelata. “Se andiamo a leggere bene la normativa, in realtà Apple non invia dati ad app terze, ma per scopi propri li utilizza. È un lavarsi le coscienze sulle spalle degli altri. E ora anche gli altri stanno sviluppando dei metodo di tracciamento differenti, che saranno meno visibili”, aggiunge Occhiuzzi.

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La conferma arriva da Marco Panzeri, commerciante del Mendrisiotto da sempre attivo online, che ha vissuto un crollo di vendite ad aprile, proprio in concomitanza con l’uscita degli aggiornamenti. Oltre a questo, la pandemia ha fatto crescere i costi del marketing online, che si è fatto sempre più complicato. “In questo preciso momento bisogna mettere in preventivo che il marketing, soprattutto quello digitale, ha un costo elevato rispetto al periodo prepandemia. Questo perché tutti fanno campagne sponsorizzate e le campagne sponsorizzate sono delle aste, quindi si va al rialzo”.

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