Neonati: 30% dei contagi prima o durante il parto
Questo il risultato di uno studio francese in un reparto di neonatologia. Il Covid-19 neonatale resta comunque un fenomeno piuttosto raro
di Keystone-ATS/MJ
Neonati: 30% dei contagi prima o durante il parto
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Il 30% delle infezioni da Covid-19 rilevate nei neonati è passato direttamente dal pancione, prima o durante il parto, la cosiddetta “trasmissione verticale”, mentre il 70% contrae la malattia per via comune, per semplice esposizione ambientale nei primi giorni di vita, magari nella stanza d’ospedale accanto alla mamma affetta dal coronavirus: è quanto emerge da uno studio realizzato su un campione di 176 casi di neonati dall’equipe del professor Daniele De Luca, primario al reparto di rianimazione neonatale dell’ospedale Antoine-Béclère di Clamart, alle porte di Parigi, nonché consulente OMS per il coronavirus, sulle diverse sfaccettature del Covid-19 neonatale, un fenomeno comunque piuttosto raro.

Trasmissione transplacentare
Fu la stessa equipe di De Luca a dimostrare, in uno studio pubblicato su Nature ad aprile, la possibilità della trasmissione transplacentare del virus. “Abbiamo studiato quasi 180 casi di neonati potenzialmente affetti da Covid-19 in tutto il mondo: Francia e Italia, ma anche Spagna, Perù, Germania, Corea del sud”, racconta all’ANSA il medico trapiantato a Parigi. Sul campione analizzato, il 55% dei neonati (97) ha continuato a sviluppare Covid-19.

Sintomi simili agli altri pazienti
Gli autori notano che i sintomi sembrano essere simili a quelli riportati nei pazienti più anziani, incluso febbre (44% dei casi), problemi gastrointestinali (36%), sintomi respiratori (52%) e neurologici (18%). Analizzando le infezioni verificatesi almeno 72 ore dopo il parto, l’equipe ha osservato nei bambini del campione che stava in culla, accanto alla madre in ospedale (roomed-in), una maggiore incidenza di infezioni. Il consiglio, in questo caso, è dunque quello di mettere a loro disposizione adeguate misure igieniche e dispositivi di protezione per ridurre il rischio di trasmissione.

L’allattamento non è associato all’infezione
“Si tratta di un semplice messaggio di buonsenso - dice il medico - lo stesso che ci davano le nostre nonne e che è andato perduto con la Pandemia”. Viene poi confermato che l’allattamento al seno non è associato all’infezione. La trasmissione virale attraverso il latte è rara, se non del tutto, anche se sono necessari ulteriori studi per confermarlo. Per De Luca, l’allattamento è di “un’importanza capitale”. La separazione di madre e figlio nei primi giorni di vita andrebbe dunque evitata “il più possibile” anche se nel caso di una mamma affetta meglio valutare caso per caso, usando “il buon senso”.

“Se la mamma sta male, per qualche giorno - è l’osservazione - meglio far prevalere la prudenza e separarla dal figlio per qualche giorno”. O altrimenti usare massima cautela, mettendo mascherina e gel ad ogni poppata, o magari allattando col tiralatte per limitare i contatti.

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