Efficacia vaccini, Moderna supera Pfizer
Recenti studi mostrano che la copertura di Moderna dura più a lungo rispetto a quella di Pfizer. Alessandro Ceschi: “Stessa tecnologia, ma il principio attivo è differente. Entrambi presentano comunque un’ottima efficacia”
Redazione
Efficacia vaccini, Moderna supera Pfizer

Con il passare dei mesi aumentano le informazioni a disposizione sull’efficacia dei vaccini e nuovi dettagli sono emersi nelle ultime settimane sui preparati attualmente a disposizione in Svizzera: il preparato di Moderna garantirebbe una copertura maggiore nel tempo rispetto a Pfizer. Secondo uno studio del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie statunitense (CDC), la protezione di Pfizer cala dopo 4 mesi, passando dal 91% di protezione al 77%. Un’altra ricerca pubblicata dal New York Times e condotta su 25mila operatori sanitari ha mostrato una protezione all’88% da parte di Pfizer. Ne esce meglio il siero di Moderna, la cui protezione sarebbe del 96,3%. Il preparato di Moderna, quello più utilizzato in Ticino, sarebbe dunque più efficace, nonostante la tecnologia utilizzata, l’RNA messaggero, sia la stessa. Sottigliezze emerse col passare del tempo, ma che secondo gli esperti dimostrano comunque l’estrema efficacia di entrambi i vaccini nella lotta contro il coronavirus. Per capire meglio i motivi alla base di queste differenze, Teleticino ha interpellato il dottore Alessandro Ceschi, esperto Swissmedic della Taskforce Covid per la sicurezza del vaccino.

Perché queste differenze tra due vaccini che hanno la stessa tecnologia?
“Moderna e Pfizer hanno la stessa tecnologia, ma il principio attivo è differente. Moderna ha un contenuto che è tre volte superiore rispetto a Pfizer. Questo spiega in parte una maggiore incidenza di alcune reazioni avverse immediate di Moderna rispetto a Pfizer, ma è anche uno dei motivi per i quali l’efficacia a lungo termine di Moderna sembra delinearsi in maniera più chiara rispetto a Pfizer. L’altra ipotesi che può spiegare questa differenza è la differenza nell’intervallo di somministrazione tra le due dosi”.

Si può definire Pfizer un vaccino di serie B?
“No, assolutamente. Sono entrambi vaccini che presentano un’ottima e impressionante efficacia, senza dimenticare un profilo di sicurezza molto buono”.

Si deve quindi procedere a una terza dose di Pfizer?
“I dati attualmente non sono convincenti e non dimostrano una chiara necessità di procedere ora: la protezione fornita dalle due dosi previene ancora i decorsi gravi. La situazione è però sempre sotto controllo”.

Quali le differenze con J&J, di cui alcune dosi giungeranno la prossima settimana?
“I vaccini a base di mRNA hanno un’efficacia sorprendentemente elevata. Il vaccino ad adenovirus di Johnson&Johnson ha pure una buona efficacia, soprattutto nella prevenzione dei decorsi gravi della malattia, anche se leggermente inferiore. La sicurezza è garantita sia dai vaccini a mRNA sia da quelli ad adenovirus”.

Servirà davvero una sola dose per J&J?
“Il vaccino è omologato per una sola dose, anche se uno studio che valuta la somministrazione di una seconda dose è in corso”.

Prima dose, terza dose, mRNA, adenovirus... ma quando smetteremo di parlare di vaccini?
“È ben probabile che questi vaccini ci accompagneranno per parecchio tempo, dandoci una mano”.

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