Variante inglese, parla chi l’ha scoperta
Alessandro Carabelli fa parte del gruppo di ricercatori che ha scoperto la variante inglese. Sulla fine della pandemia: “Mi aspetto leggeri miglioramenti quotidiani”
di Radio3i/MMINO
Variante inglese, parla chi l’ha scoperta

A preoccupare, sia in Svizzera che in Europa, da tempo è ormai la variante inglese, responsabile dell’80% dei contagi nel nostro Paese. Una variante scoperta a dicembre da un gruppo di ricercatori del consorzio britannico Covid-19, tra i quali l’italiano Alessandro Carabelli. I colleghi di Radio3i lo hanno raggiunto al telefono a Cambridge, dove guida un gruppo di studiosi incaricati appunto di individuare e osservare le mutazioni del virus, per capire anzitutto se la tanto temuta variante inglese sia - oltre che più contagiosa - anche più pericolosa.

L’allarme di Carabelli
“La questione dell’aumento delle infezioni legate alle varianti sembra essere un dato oggettivo, si parla di un aumento fino al 70% della trasmissibilità. Non pensiamo ci sia un adattamento del virus verso un gruppo di età ben preciso ma la variante sembra essere associata a un aumento del rischio di ospedalizzazione”, lancia l’allarme Carabelli.

Varianti dalla variante inglese, la preoccupazione
Dopo la variante inglese ne sono emerse altre e la preoccupazione - dopo un anno dall’inizio della pandemia - è che possano nascere nuove varianti più pericolose. “Il virus continua a mutare, sicuramente troveremo nuove varianti ma la cosa speciale della variante inglese è che presenta un numero di mutazioni (17) acquisito in breve tempo, un virus solitamente va a ritmo di una o due mutazioni al mese. Questa variante presente questa caratteristica che la rende speciale, la preoccupazione è che si possano sviluppare delle varianti da questa inglese che è più contagiosa rispetto al virus come lo abbiamo conosciuto fino a poco tempo fa”.

“Il virus cercherà di sopravvivere”
Secondo Carabelli ora è troppo presto per capire se il virus stia già mutando a causa dei vaccini. Sicuramente, però, è una “situazione che si prevede in futuro”. Il virus infatti “cercherà di sopravvivere”, spiega il ricercatore.

“Mi aspetto leggeri miglioramenti”
Da quando è iniziata la pandemia la voglia di tornare alla propria vita di tutti i giorni è davvero tanta. La domanda che forse tutti si sono fatti in questo anno caratterizzato da misure di contenimento è: “Ma quando ne usciremo?”. Il ricercatore non dà false speranze e non si aspetta di svegliarsi con la pandemia alle spalle. “Mi aspetto dei leggeri miglioramenti quotidiani, stiamo dimostrando la capacità di controllo della pandemia e questo porterà a dei cambiamenti”, conclude Carabelli.

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