Vaccinazione bambini, “Fate prima il sierologico”
Questo il consiglio dell’infettivologo e pediatra Alessandro Diana, che spiega comunque come il rapporto costi-benefici della vaccinazione in questa categoria penda a favore dei secondi
di Teleticino/daco
Vaccinazione bambini, “Fate prima il sierologico”
Immagine Shutterstock

La notizia è di venerdì sera: l’autorità svizzera dei medicamenti Swissmedic ha approvato l’utilizzo del vaccino anti-Covid di Pfizer per i bambini di età compresa fra i 5 e gli 11 anni. Decisive per la conclusione di Swissmedic sono state l’efficacia e la sicurezza della vaccinazione in questa fascia di età emerse nello studio condotto, il quale “dimostra che nella fascia di età dai 5 agli 11 anni il vaccino anti-Covid-19 può prevenire praticamente del tutto i decorsi gravi della malattia”.

Tuttavia, le domande e forse anche i timori a proposito dell’utilizzo del vaccino nei bambini non mancano. Per questo motivo, abbiamo voluto porne alcune al dottor Alessandro Diana, infettivologo e pediatra.

I bambini che contraggono il Covid finiscono in ospedale in casi molto rari. Quale allora il senso di vaccinarli?
“L’interesse della vaccinazione in questa fascia d’età è determinato da due motivi principali. Il primo è la protezione del bambino da un decorso più o meno grave della malattia”, che non può essere escluso. “Il secondo invece è un discorso di salute pubblica: oggi sappiamo che i bambini sono un veicolo del virus nella comunità. L’immunità indotta dal vaccino permette di ridurre, attivandosi anche presso di loro, la trasmissibilità del virus”.

Seppur non gravi, il vaccino presenta comunque degli effetti collaterali. Il bilancio costi-benefici pende davvero a favore di questi ultimi?
“Il rapporto costi-benefici è effettivamente a favore dei benefici. Sinora, circa 5 milioni di bambini sono stati vaccinati e ancora non abbiamo alcun segnale di un rischio di miocardite che potrebbe svilupparsi fra i membri di questa categoria”.

Su quali basi scegliere se vaccinare o meno il proprio figlio?
“Io procederei anzitutto a una sierologia preventiva. Se questa desse esito negativo, sta al genitore scegliere il modo con il quale esporre il figlio al Covid: la scelta è quindi fra il vaccino e il virus stesso. Se l’esame sierologico desse invece esito positivo, il bambino già non presenta rischi elevati di complicazione in caso di contagio con le varianti Delta o Omicron”.

Ma vaccinare i bambini non rischia di indebolire il loro sistema immunitario?
“No, anzi: la vaccinazione è un vero e proprio allenamento per le loro difese immunitarie”.

Anche per i bambini si andrà, in futuro, verso la somministrazione di una terza e quarta dose?
“Questo ancora non lo sappiamo. Studi sono in corso in questo momento per capire quanto duri l’immunità indotta dalla terza dose”.

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