Omicron, rischio di ricovero più basso
È la conclusione a cui giunge uno studio condotto in Scozia, nel quale però si avverte: la più alta trasmissibilità potrebbe annullare questo vantaggio e determinare comunque un alto numero di ospedalizzazioni
di daco
Omicron, rischio di ricovero più basso
© CdT/Gabriele Putzu

Un nuovo studio conferma le supposizioni formulate in Sudafrica: a un contagio da variante Omicron è effettivamente correlato un minore rischio di ospedalizzazione. È la conclusione a cui giunge una ricerca scozzese, condotta dall’Università di Edimburgo, sulla base dei dati pandemici registratisi fra il 1° novembre e il 19 dicembre nella nazione costitutiva a Nord della Gran Bretagna. “Questi primi dati suggeriscono che Omicron sia associata a una riduzione di due terzi del rischio di ricovero per Covid-19 rispetto a Delta”, commentano i ricercatori scozzesi.

Terza dose offre protezione migliore
Lo studio ha analizzato poi anche l’efficacia della vaccinazione contro la nuova variante. In particolare, gli scienziati hanno messo in evidenza come la terza dose sia efficace contro uno sviluppo sintomatico della malattia: “Sebbene la terza dose offra nei confronti della variante Delta la massima protezione, il richiamo dona una sostanziale protezione aggiuntiva contro il rischio di Covid-19 sintomatico anche per Omicron, specialmente se si opera un confronto con il periodo successivo a 25 settimane (circa sei mesi, ndr) dopo la seconda dose di vaccino”.

Rischio di ricovero più basso, di reinfezione più alto
Nello specifico, lo studio condotto in Scozia ha messo in luce come il rischio di finire in ospedale con Omicron sia due terzi più basso rispetto a Delta. Ciononostante, Omicron aveva comunque, rispetto a Delta, una possibilità 10 volte più alta di infettare nuovamente una persona che era già stata contagiata con il virus del Covid-19.

Effetto annullato da alta trasmissibilità?
Gli stessi ricercatori scozzesi, tuttavia, avvertono di non cantare vittoria troppo presto. In effetti, “La maggiore trasmissibilità e la maggiore evasione dell’immunità da parte di Omicron potrebbero risultare in un aumento dei contagi tale per cui, alla fine, il vantaggio determinato dal minore rischio di ospedalizzazione potrebbe essere annullato”. In altri termini: con un altissimo numero di contagi, inevitabilmente il numero assoluto di ospedalizzazioni all’interno di una comunità crescerebbe, mantenendo quindi alta la pressione sul sistema sanitario.

Demografia gioca un ruolo
Questa lettura è stata condivisa anche da Anthony Fauci, primo consigliere di Joe Biden in ambito pandemico: se lo studio scozzese conferma le ipotesi avanzate nelle prime ricerche sudafricane, Fauci ha avvertito che un numero sensibilmente più alto di casi corrisponderebbe a più ricoveri e che il profilo della demografia statunitense potrebbe pure giocare un ruolo nel determinare eventuali esiti differenti.

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