Novavax, “Molti pazienti ce lo chiedevano”
L’Ema ha dato il via libera alla somministrazione del vaccino proteico Novavax, che potrebbe convincere gli scettici dei vaccini a mRna. Il vaccinologo Alessandro Diana spiega perché potrebbe essere importante
Redazione
Novavax, “Molti pazienti ce lo chiedevano”
Immagine Shutterstock

L’Ema ha approvato il quinto vaccino anti-Covid: è il preparato dell’americana Novavax, basato su una tecnologia differente rispetto a quella dell’mRna applicata all’interno dei vaccini di Pfizer e Moderna. Un dettaglio non da poco, in quanto il nuovo vaccino (non ancora omologato in Svizzera) potrebbe essere una risposta ai dubbi di molti scettici, diffidenti nei confronti della nuova tecnologia a mRna.

C’era chi lo attendeva
“Novavax è un vaccino inattivato, come quello del tetano o dell’epatite B”, spiega a Ticinonews il vaccinologo Alessandro Diana. “In effetti potrebbe convincere un po’ di persone che sono esitanti perché si basa su una tecnologia già conosciuta”. E l’interesse infatti non manca: “Molti pazienti chiedevano quando sarebbe arrivato questo vaccino”, conferma Diana ai nostri microfoni.

Un altro modo di usare la Spike
Sia i vaccini a mRna sia i vaccini proteici come Novavax lavorano con la proteina Spike, se però i primi contengono il codice “che istruisce le nostre cellule nella produzione della proteina”, i secondi isolano già in laboratorio la proteina Spike, che è poi inoculata tramite vaccino. “Alla fine, però – ricorda Diana – l’antigene è lo stesso e serve ad “allenare” il sistema immunitario”.

Presto in Svizzera?
Resta ora da vedere se questo preparato giungerà anche nella Confederazione. “Credo che Swissmedic ci stia già lavorando. Probabilmente, già nei prossimi giorni, vedremo se il vaccino sarà registrato anche in Svizzera”. Per Alessandro Diana, l’approvazione di Novavax sarebbe un elemento positivo: “Sarà un’arma in più, specialmente se saprà convincere gli scettici dei vaccini a mRna”.

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