In arrivo lo stetoscopio intelligente che individua il Covid
Lo strumento è alla fase finale agli Ospedali universitari di Ginevra. “Funziona come la nota applicazione Shazam, che permette di individuare un brano”
Redazione
In arrivo lo stetoscopio intelligente che individua il Covid

Uno stetoscopio dotato di intelligenza artificiale e capace di rilevare il segnale acustico del Covid-19 nei polmoni è nella fase finale del suo sviluppo agli Ospedali universitari di Ginevra (HUG). Lo strumento è anche in grado di misurare l’ossigeno nel sangue e la temperatura. Per fare una similitudine col mondo della musica, lo stetoscopio elettronico funziona come la nota applicazione Shazam, che permette di individuare un brano sulla base di poche note. Ogni canzone è differente e la stessa cosa avviene per le malattie polmonari: l’asma “suona” diversamente dalla bronchiolite, dalla polmonite batterica o dal coronavirus.

Collegato a uno smartphone o a un tablet, lo stetoscopio, grazie a un algoritmo, riesce quindi a identificare la patologia dalla quale il paziente è affetto. Alain Gervaix, professore della facoltà di medicina dell’Università di Ginevra, sta raccogliendo dal 2017 i vari rumori respiratori per questo progetto, i cui lavori sono stati riorientati negli ultimi tempi dall’avvento della pandemia. “Accumuliamo sempre più dati sul Covid e sulle altre malattie, è una cosa lunga perché ne abbiamo bisogno un’enormità”, ha affermato Gervaix a Keystone-ATS. I primi risultati indicano che DeepBreath, l’algoritmo sviluppato dal Politecnico federale di Losanna, sa riconoscere il coronavirus anche in casi asintomatici sulla base delle modifiche dei tessuti polmonari.

Stando al professore, uno studio condotto su oltre 500 pazienti ha mostrato che lo stetoscopio ha una sensibilità dell’80% per il Covid-19. In otto casi su dieci è dunque possibile predire se il paziente avrà un test positivo al virus o meno. I risultati di queste ricerche saranno pubblicati prossimamente. “Abbiamo fatto grossi progressi soprattutto a livello di microfoni, che essendo molto sensibili venivano a volte disturbati dall’ambiente circostante”, spiega ancora Gervaix. Ora l’apparecchio, grazie alla sua capacità aggiuntiva di misurare i valori dell’ossigeno nel sangue e la temperatura corporea, di fatto riunisce tre strumenti in uno. Attualmente è in fase di certificazione e di deposito del brevetto. Fra non molto gli specialisti potranno insomma servirsene per elaborare diagnosi, seguire i pazienti, predire l’evoluzione della malattia e anticipare il miglior trattamento da usare.

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