“Gli studi di Pfizer sono affidabili”
Alessandro Diana sulle ipotesi della criticità della qualità del vaccino Pfizer. “Grazie alla farmaco vigilanza possiamo consolidare i dati”
Redazione
“Gli studi di Pfizer sono affidabili”

Un’inchiesta giornalistica ha svelato alcuni documenti riservati risalenti al mese di novembre nel quale l’Ema, agenzia europea che si occupa di approvare i farmaci, avrebbe sottolineato alcune criticità sulla qualità del vaccino Pfizer. Più precisamente, l’Ema avrebbe sottolineato come alcuni lotti del vaccino Pfizer avevano un’integrità di mNRA inferiore rispetto a quelli utilizzati nei trials clinici. Pfizer, come ha ricordato anche l’Ufsp al classico punto stampa, ha dei ritardi nella fornitura del vaccino. Ma questi, ha reso noto l’Ema “sono dovuti ad assestamenti nella produzione”.

Per fare il punto della situazione e per capire se il vaccino Pfizer sia davvero sicuro, i colleghi di Teleticino hanno interpellato il vaccinologo e infettivologo Alessandro Diana. “Gli studi che sono stati condotti dalla Pfizer sono veramente affidabili”, ha commentato Diana. “Adesso naturalmente i dati si stanno consolidando, ora milioni di persone hanno ricevuto il vaccino e grazie alla farmaco vigilanza stiamo consolidando i dati giorno dopo giorno”, spiega.

Pfizer ha ridotto la produzione. È un caso?
“Non solo c’è un problema di produzione, ma anche di distribuzione. Non funziona il nazionalismo vaccinale, bisogna che tutte le persone a rischio abbiano in modo equo sul pianeta l’accesso al vaccino”.

Sui morti in Norvegia, cosa si può dire?
“Il vaccino protegge contro la malattia del Covid ma non protegge contro gli altri eventi che possono succedere in una vita. Ora le persone vaccinate sono specialmente le persone over 75 e la farmacovigilanza serve per capire se vi è un legame causale oppure un legame temporale. Tutti gli indici per il momento dimostrano che non ci siano legami causali”.

Fra gli effetti collaterali ce n’è uno che la preoccupa di più?
“Effetti collaterali ce ne sono, per fortuna sono di basso grado. La stragrande maggioranza accusa dolore alla testa, al sito della vaccinazione, alcune hanno anche dei sintomi influenzali e poi, chiaramente, ci sono persone predisposte a fare allergie, ma sappiamo però che tutte avevano un’antecedente di una reazione allergica e tutte sono sopravvissute perché abbiamo trattato l’allergia con un farmaco”.

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