Diciannove nuovi dottor Sogni diplomati
Questo potenziamento del gruppo artistico della Fondazione Theodora permetterà di soddisfare le crescenti esigenze degli istituti sanitari in termini di visite. Tra i diplomati anche una ticinese: “Quando un bambino ride mi sento felice”
Redazione
Diciannove nuovi dottor Sogni diplomati
Diciannove nuovi dottor Sogni diplomati
Annette Fiaschi alias dottoressa Oopsala
Diciannove nuovi dottor Sogni diplomati
Diciannove nuovi dottor Sogni diplomati
Diciannove nuovi dottor Sogni diplomati

Rinviata diverse volte a causa della pandemia, la cerimonia di consegna dei diplomi ai dottor Sogni dell’anno formativo 2019/2020 ha potuto finalmente avere luogo all’inizio del mese di dicembre presso l’Espace Culturel du Nouveau Monde a Friburgo. Al fine di rispettare le direttive sanitarie, è stata organizzata su due giornate in maniera alternata. Anche se non è stato possibile scattare la tradizionale foto di gruppo, la dottoressa Clafoutis, la dottoressa Firlefanz, il dottor Pilouface e gli altri sedici nuovi membri del team hanno ricevuto individualmente il loro diploma. Una tappa che segna il completamento di una formazione durata un anno e comprendente oltre 200 ore di insegnamento.

Conoscere il mondo ospedaliero per rallegrarlo meglio
Combinando teoria e pratica, questa formazione è organizzata e gestita dalla Fondazione Theodora in collaborazione con l’Istituto e Alta Scuola della Salute «La Source». “Diamo loro dei punti di riferimento sul funzionamento generale di un ospedale”, precisa Corinne Ghaber, docente presso l’istituto La Source, “ma il tema su cui insistiamo maggiormente è quello dell’igiene ospedaliera”. Infatti, molto prima dello scoppio della pandemia, questa tematica è sempre stata centrale nella formazione dei dottor Sogni. Per fare maggiore pratica, gli artisti dell’anno formativo 2019/2020 hanno tra l’altro potuto esercitarsi nel nuovo ospedale simulato della scuola, ubicato nel nuovo sito di Beaulieu a Losanna. Gli altri temi affrontati durante la parte teorica sono, in particolare, i vari stadi di sviluppo del bambino (fisici e psicoaffettivi), l’impatto dell’ospedalizzazione sul suo vissuto, ma anche argomenti più delicati, come l’handicap, la malattia, il cancro e il fine vita. “Tutte queste nozioni saranno un aiuto prezioso per i dottor Sogni, nell’intento di permettere loro di affrontare ogni visita e ogni bambino nella maniera più adeguata possibile”, spiega Corinne Ghaber.

Un gioco al servizio dei bambini
Il programma della formazione comprende anche numerosi laboratori artistici. Lo scopo di questi workshop è quello di partire dalla base artistica dei candidati, che sono per la maggior parte artisti professionisti, per costruire e decostruire gli stereotipi degli attori di scena. “Il lavoro di un dottor Sogni non consiste nell’offrire una ‘performance’ o uno spettacolo davanti a un pubblico”, precisa Thierry Jacquier, formatore e dottor Sogni presso la Fondazione Theodora. “Di conseguenza, durante i laboratori, cerchiamo di portare autenticità e umanità nel gioco”, prosegue, “è questo che crea i presupposti per un vero incontro tra l’artista, il bambino e i suoi cari”. Ogni visita di un dottor Sogni, infatti, è unica e si svolge tenendo conto dell’atmosfera della camera e soprattutto dei bisogni del bambino in quel preciso momento.

Il sostegno dei mentori

La fase pratica della formazione, invece, consiste in un lavoro sul campo guidato da artisti formati appositamente per questo compito, chiamati «mentori», e dal team di formatori. Durante questo periodo, gli artisti effettuano regolarmente visite a bambini presso ospedali e istituti specializzati. Il lavoro svolto è oggetto di continue valutazioni, che permettono di definire e organizzare eventuali integrazioni alla formazione. Nel corso dell’intera formazione, il candidato costruisce l’identità e l’aspetto del proprio dottor Sogni. Oltre alla ricerca di un nome, questo processo comprende anche la progettazione di un camice personalizzato, segno distintivo degli artisti Theodora. Con l’aiuto di una sarta, l’apprendista dottor Sogni inizia a poco a poco a creare lo schizzo della propria divisa con un taglio, dei motivi e dei colori adatti al proprio personaggio. Come un fedele alleato, questo camice lo seguirà poi in ciascuna visita e gli sarà di grande aiuto per offrire ai bambini momenti all’insegna delle risate e dell’allegria.

“Quando il bambino ride mi sento felice”
Olivier Zerbone, alias dottor Kravat’, è uno di questi 19 nuovi diplomati. Con questa nuova attività desidera innanzitutto regalare una “parentesi di serenità” ai bambini. Infermiere di formazione, il suo desiderio di diventare dottor Sogni risale a 13 anni fa “quando li ho visti per la prima volta al CHUV”. Un percorso simile a quello di Fabienne Krähenbühl, alias dottoressa Stracciatella, che è anche accompagnatrice di adulti e bambini con disabilità. Dieci anni fa, incontra il dottor Spôôk al Centro di pedagogia curativa di Weidmatt. Affascinata dal suo lavoro, invia la propria candidatura alla Fondazione nel 2018 e viene poi selezionata tra i 200 curriculum ricevuti per il ciclo formativo 2019/2020. La diplomata ticinese in questa “scuola dei sogni”, Annette Fiaschi alias dottoressa Oopsala, vede nella sua attività quale dottoressa Sogni una “possibilità di combinare le mie competenze artistiche con un impegno sociale”. Il lavoro all’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli, alla Fondazione OTAF a Sorengo e all’Ospedale pediatrico di Lucerna è per lei fonte di grande motivazione: “Quando la mia visita permette a un bambino e/o ai suoi genitori di ridere o rilassarsi, mi sento felice”.

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