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Parità di genere, uomini e donne della generazione Z hanno percezioni opposte
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Keystone-ats
un mese fa
Stando alla terza edizione del Barometro nazionale sull'uguaglianza 2024, le donne nate tra il 1997 e il 2007 "esprimono un parere critico sullo stato della parità di genere rispetto ai loro coetanei maschi in modo più marcato rispetto alle generazioni precedenti".

I maschi della generazione Z, nati tra il 1997 e il 2007, giudicano lo stato della parità di genere in Svizzera notevolmente più avanzato rispetto alle loro coetanee e anche rispetto agli uomini delle generazioni precedenti. Questa l'indicazione principale del Barometro nazionale sull'uguaglianza 2024, pubblicato ieri. La terza edizione dello studio, realizzato dall'istituto di ricerche demoscopiche zurighese Sotomo su incarico della Conferenza svizzera delle/dei delegate/i alla parità (CSP), è stata condotta lo scorso mese di ottobre via internet su un campione di 2500 persone di età pari o superiore a 16 anni in tutta la Svizzera. Secondo gli autori, che hanno proceduto a una ponderazione dei dati, il campione tiene correttamente conto di parametri come regione linguistica, sesso, età, livello di istruzione e orientamento politico degli interrogati. La pubblicazione, che si è concentrata sulla generazione Z, è stata redatta integralmente in tedesco e francese; in italiano ne è stata diffusa una sintesi.

L'insoddisfazione delle donne permane

Nella fotografia scattata da Sotomo lo scorso autunno, le donne di tutte le età sono più negative degli uomini sullo stato della parità in Svizzera. Il dibattito mediatico sulle molestie sessuali ha però portato a un cambiamento di percezione relativo a questa specifica tematica: le donne si sentono incoraggiate a farsi valere e a parlare delle loro esperienze e gli uomini tendono a rivalutare il loro comportamento.

Giovani maschi refrattari verso le donne...

Allo stesso tempo, però, soprattutto i giovani uomini della generazione Z, che al momento dell'inchiesta avevano un'età compresa tra 16 e 26 anni, si sentono sempre più insicuri di fronte a questi dibattiti e sembrano non essere consapevoli delle disuguaglianze ancora presenti nella società. Essi adottano un approccio più conservatore su tutta una serie di argomenti - salari, conciliabilità di lavoro e famiglia, possibilità di carriera e ripartizione dei lavori domestici - non solo rispetto alle donne della loro generazione, ma anche agli uomini delle generazioni precedenti. La ricerca mostra un divario d'opinione crescente, scrive Rachele Santoro, presidente della CSP e delegata per le pari opportunità del Canton Ticino. All'interno della generazione Z le donne esprimono un parere critico sullo stato della parità di genere rispetto ai loro coetanei maschi in modo più marcato rispetto alle generazioni precedenti. Le differenze tra i generi non si limitano solo alla percezione circa la parità, ma si manifestano ad esempio anche nel grado di soddisfazione espresso rispetto alla conciliabilità tra lavoro e famiglia.

... e il genere non binario

Mentre il dibattito sul riconoscimento sociale e persino istituzionale di un terzo genere si fa sempre più presente - sono di ieri le promesse del consigliere federale Beat Jans dopo un incontro con l'artista bernese apertamente non binario Nemo - anche la CSP ha voluto indagare sul tema. Gli incentivi volti a rafforzare i diritti delle persone LGBTIQ+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali e queer) trovano riscontro positivo soprattutto tra le donne, che sostengono anche con maggiore frequenza l'esistenza di più di due generi. È tra i giovani uomini della generazione Z che Sotomo ha rilevato il livello più basso di consenso rispetto al concetto di genere non binario. Tutti questi risultati fanno parte di una tendenza osservata anche in altri paesi.