Le indimenticabili colonne sonore di Morricone
È morto uno dei più grandi compositori della storia della musica. Vi proponiamo una lista delle sue colonne sonore più belle
di MMINO
Le indimenticabili colonne sonore di Morricone

Ennio Morricone è morto. Uno dei compositori italiani più amati e più conosciuto degli ultimi cinquant’anni ci ha lasciati all’età di 91 anni. Morricone dagli anni Sessata in poi scrisse decine e decine di colonne sonore che spesso diventarono famose tanto quanto i film che accompagnavano. Il musicista e compositore lavorò con tanti registi italiani come Sergio Leone e Giuseppe Tornatore ma fu celebrato anche a Hollywood, con Quentin Tarantino. Il 2007 segna l’anno dell’Oscar alla carriera e il 2016 la vittoria per la colonna sonora di “The Hateful Eight”.

Vi proponiamo una sorta di piccola guida ragionata delle composizioni di Ennio Morricone. Basterà riascoltarle per capire perché il grande compositore era così amato e celebrato in tutto il mondo.

Per un pugno di dollari (1964)
L’inconfondibile fischio. Quello di Morricone che va di pari passo con l’opera di Sergio Leone. In sintesi la capacità del maestro di saper lavorare senza orchestra trasformando pochi suoni in una delle più formidabili epopee western. Un tema che tutti (o per lo meno si spera) hanno già sentito una volta nella loro vita) che è passato alla storia.

Il buono, il brutto, il cattivo (1966)
La collaborazione con Leone diventa serrata. Due anni dopo Morricone partorisce una delle inconfondibili colonne sonore passate alla storia. Il maestro, con una scrittura libera e carica di effetti costruisce una melodia che ricorda l’ululato dei coyote, cantata da più voci e ripetuta da vari strumenti.

C’era una volta il West (1968)
Ancora due anni dopo Morricone scrisse con il regista Sergio Leone quella che diventò probabilmente la sua colonna sono più celebre. Il tema principale, incentrato su una melodia suonata dal clavicembalo, introduce i vocalizzi della cantante, prima di lasciare spazio al famoso e storico crescendo orchestrale finale. Da brividi.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970)
Le più famose colonne sonore rimasero sicuramente quelle dei western. Ma Morricone all’anno fabbricava tra le 15 alle 20 colonne sonore cinematografiche con i più grandi registi dell’epoca. Tra le più riuscite quella riportata di seguito con una melodica sincopata e incalzante che ricalcava la personalità disturbata del protagonista, interpretato da Gian Maria Volontè.

Il deserto dei tartari (1976)
Sicuramente, tra le più riuscite colonne sonore di Morricone ci fu anche quella del celebre romanzo di Dino Buzzati, in cui il compositore riprodusse le atmosfere misteriose e sospese.

C’era una volta in America (1984)
Morricone recupera elementi delle sue colonne sonore western e li unisce ai tratti più sinfonici delle sue opere successive. Il tema (riconoscibile) è quello lasciato al flauto di Pan che gioca il ruolo centrale nella colonna sonora di “C’era una volta in America”.

Mission (1986)
Tra le più famose c’è sicuramente questa. Morricone è conosciuto come uno tra i più grandi a comporre le musiche completamente integrate con la storia e il ritmo del film. Il tema suonato all’oboe nel film dal personaggio di Jeremy Irons, è diventato uno dei più famosi della storia del cinema.

La leggenda del pianista sull’oceano (1998)
La guida non poteva sicuramente non chiudere con l’immensità di questa colonna sonora, una tra le più belle.

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