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La Terra ha inserito “il turbo”
Immagine Shutterstock
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8 giorni fa
Il nostro pianeta ha iniziato a ruotare più velocemente: un fenomeno tuttora inspiegabile, ma che ci ha portati a vivere il giorno più breve della storia. Il 29 luglio 2022 la giornata si è infatti conclusa 1,59 millisecondi prima dello scadere delle 24 ore

È un comportamento decisamente anomalo quello del nostro Pianeta, con una rotazione terrestre più veloce del solito che ha portato la giornata del 29 luglio a essere la più corta della storia, conclusasi con 1,59 millisecondi prima dello scadere delle 24 ore. Una tendenza che si sta vivendo già da qualche decennio, ma a cui gli scienziati non sono ancora riusciti a dare una spiegazione. Non si tratta di una prima: già nel 1960 si era assistito a una simile anomalia nella durata della rotazione. Lo riportano diversi media internazionali, tra cui Il Giornale e Money.it.

Convinzioni smentite dai dati
Quello che sorprende maggiormente, tuttavia, è che per decenni si era creduto che la Terra stesse rallentando, non accelerando! E proprio per via di questa convinzione era stato implementato l’utilizzo di “secondi intercalari”, frazioni di secondo aggiunte, o tolte, al tempo coordinato universale al fine di mantenere la coordinazione con il giorno solare medio. Dal 2020, però, gli scienziati hanno cominciato a registrare l’inversione del trend, rilevando giornate sempre più brevi, fino a quella del 29, dove le registrazioni hanno dato risultati senza precedenti.

Cause e possibili conseguenze
Come detto, non c’è ancora una spiegazione a questo fenomeno. Proprio per questo, gli studiosi stanno dedicando tempo e attenzione al tema, con ricerche che considerano tre principali teorie, tutte logiche e plausibili allo stesso modo. La prima è che questa velocizzazione potrebbe essere connessa allo scioglimento delle calotte polari, quindi all’alleggerimento delle due zone terrestri che condizionano in maggior misura il moto terrestre; la seconda riguarda invece il nucleo della Terra, che da un paio d’anni starebbe attraversando un periodo di movimenti molto agitati che impediscono di prevedere e prevenire una sua evoluzione; l’ultima va ricondotta ai “chandler wobble”, piccole oscillazioni dell’asse terrestre, studiate per la prima volta nel 1891. Quest’ultima ipotesi si traduce in un moto minore del nostro pianeta con il conseguente effetto dello spostamento ciclico dell’asse di rotazione di 3-4 metri dal Polo Nord con un periodo di 433 giorni. Ma per convalidare questa teoria serviranno ulteriori studi e ricerche, anche se attualmente risulta la più credibile.

Effetti visibili
Le conseguenze più immediatamente visibili e riconoscibili riguardano i nostri dispositivi elettronici: nello specifico, potremmo avvertire disagi e problemi di precisione nei sistemi di localizzazione GPS, ma anche imprecisioni nella sincronizzazione degli orologi digitali dei PC, smartphone e smartwatch. Ma niente panico. Questi disguidi tecnici possono venir risolti tramite l’introduzione di secondi intercalare negativi. Tuttavia, se questo fenomeno dovesse connettersi alla crisi climatica già in corso, la previsione sul lungo termine potrebbe avere conseguenze più pesanti sulle nostre vite in maniera più concreta e sensibile.

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