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Fukushima: approvato il piano di sversamento nell’oceano
Immagine Shutterstock
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un mese fa
Il progetto prevede la costruzione entro il 2023 di un tunnel sottomarino che consenta un rilascio graduale del liquido, accompagnato da un sistema avanzato di filtraggio

L’autorità di vigilanza giapponese sul nucleare (Nra), ha approvato il piano di sversamento nell’oceano dell’acqua radioattiva, formulato dalla Tokyo Electric Power (Tepco) dopo il disastro di Fukushima del 2011.

Tunnel sottomarino entro il 2023
Il progetto prevede la costruzione entro il 2023 di un tunnel sottomarino che consenta un rilascio graduale del liquido, accompagnato da un sistema avanzato di filtraggio in grado di rimuovere gran parte degli elementi nocivi presenti nell’acqua tranne il trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno che tuttavia l’esecutivo nipponico non ritiene nocivo all’ecosistema se correttamente diluito. Il progetto ha tra i suoi maggiori oppositori l’industria della pesca, oltre ai residenti dell’intera prefettura di Fukushima, danneggiati pesantemente dall’ostilità dei Paesi vicini e il bando alla importazione dei prodotti agricoli locali.

Smantellamento fino al 2051
La Tepco aveva avanzato la formalizzazione del piano alla Nra nel dicembre del 2021. Lo smantellamento della centrale, che comprende la rimozione dei detriti prodotti dal combustibile esausto, secondo le stime del governo, potrebbe durare fino al 2051. Nell’incidente del marzo 2011, innescato dal terremoto di magnitudo 9 e il successivo tsunami, si verificò il surriscaldamento del combustibile nucleare, a cui fece seguito la fusione del nocciolo, con le esplosioni di idrogeno e la successiva emissione di radiazioni.

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