Svizzeri favorevoli a etichettatura semplice per le bibite
Secondo un sondaggio dell’istituto gfs.bern il 79% delle persone intervistate indica di controllare occasionalmente l’etichettatura degli alimenti
Redazione
Svizzeri favorevoli a etichettatura semplice per le bibite

Gli svizzeri sono favorevoli a un sistema di etichettatura per le bevande zuccherate. Lo sostiene la settima edizione del sondaggio “Alimentazione e attività fisica” dell’istituto gfs.bern effettuato su incarico del “Gruppo d’informazione bevande rinfrescanti”. Il 79% delle persone intervistate indica di controllare “spesso” oppure “occasionalmente” l’etichettatura degli alimenti, sottolinea in una nota odierna il Gruppo, formato da produttori di bevande e da esponenti politici, presentando l’inchiesta.

La regolamentazione attuale, tuttavia, appare troppo complicata: secondo le persone che hanno partecipato al rilevamento, la tabellina con i valori nutrizionali non è adeguata. L’80% preferirebbe un sistema a colori come standard, poiché un’etichettatura più chiara potrebbe “facilitare una scelta ponderata e incoraggiare la responsabilità individuale”, si legge nel comunicato.

La tassa sulle bibite zuccherate non piace
L’inchiesta rileva inoltre che il 70% degli intervistati - tutti maggiorenni - si dice contrario all’introduzione di una tassa sulle bibite zuccherate. Secondo la maggior parte di essi, tale misura sarebbe “inefficace” e non avrebbe un’influenza sulla consumazione. Dal 2014, i dati dei vari sondaggi effettuati sul tema mostrano che la Romandia è più favorevole all’introduzione di questa tassa, a differenza della Svizzera tedesca. A Sud delle Alpi, precisa la nota, “I valori sono invece molto variabili”.

I partecipanti al sondaggio attribuiscono inoltre particolare importanza alla sostenibilità e ritengono che il settore delle bevande svolga un ruolo importante per un’alimentazione equilibrata. Il Gruppo sottolinea inoltre che i produttori di bevande analcoliche riferiscono di aver ridotto il contenuto di zucchero delle loro bevande del 13% tra il 2005 e il 2015.

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