Gli Etruschi erano “autoctoni”
Risolto il mistero sull’origine di questa popolazione antica, la cui influenza raggiungeva anche il nostro territorio
di Ansa/daco
Gli Etruschi erano “autoctoni”
Immagine Shutterstock

Gli Etruschi si sono originati e sviluppati nella Penisola italiana. La provenienza di questo misterioso e avanzato popolo, presente dall’Italia meridionale alla Val Padana, con propaggini fin nel nostro Ticino, aveva fatto dibattere gli studiosi per centinaia di anni. Ora sembra che gli Etruschi siano direttamente “imparentati” con gli Italici, popolazioni fra i quali si contano anche i Latini, da cui avrà origine Roma.

Ricerche sul Dna
Lo svela il Dna antico, ma la lingua parlata dagli Etruschi rimane un mistero. A provare la stretta parentela con gli Italici è uno studio genomico definito il più grande mai realizzato sugli Etruschi, condotto da un team di studiosi internazionali, coordinato da Cosimo Posth, del dipartimento di Archeogenetica dell’Istituto tedesco Max Planck per la storia delle Scienze umane a Jena e svolto in collaborazione con le università di Firenze, Tubinga e Jena. In Italia hanno contribuito anche le università di Siena, Napoli Federico II, Ferrara e Padova. Pubblicata sulla rivista Science Advances, la ricerca ha esaminato il Dna di 82 individui vissuti in Italia nell’arco di quasi 2000 anni, dall’800 a.C. al 1.000 d.C, in dodici siti, tra Toscana e Alto Lazio. Pare quindi sfatata l’ipotesi di un’origine orientale, sostenuta per esempio dallo storico greco Erodoto.

(Un) mistero risolto
I risultati dello studio? Gli Etruschi “condividono il profilo genetico dei Latini della vicina Roma e gran parte del loro genoma deriva da antenati provenienti dalla steppa Eurasiatica durante l’età del bronzo”. Lo studio, a cui hanno preso parte ricercatori degli Atenei di Firenze, Siena, Ferrara e del Museo della Civiltà di Roma, di Germania, Stati Uniti, Danimarca e Regno Unito, risolve così, si spiega, “l’enigma sulle origini di questa cultura altamente avanzata e ancora poco conosciuta”, fiorita durante l’età del ferro nell’Italia centrale, e che ha incuriosito gli studiosi per millenni, coivolgendo storici illustri già dai tempi antichi.

Per il già citato Erodoto, gli Etruschi discendevano da gruppi migratori anatolici o egei. Per gli archeologi, invece, hanno avuto un’origine locale, ipotesi suffragata già in passato da alcune ricerche su Dna antico. Ora l’ipotesi è confermata da questa ricerca, che fornisce “risposte definitive” sulle origini degli Etruschi.

L’origine della lingua resta però sconosciuta
Resta però il mistero della loro lingua, non indoeuropea, estinta, solo in parte compresa. Se “i gruppi legati alla steppa Eurasiatica furono probabilmente responsabili della diffusione delle lingue indoeuropee, ora parlate in tutto il mondo da milioni di persone, la persistenza di una lingua etrusca non indoeuropea in Etruria è un fenomeno intrigante - si spiega - che richiederà un’ulteriore indagine”.

L’Impero romano mischia il Dna
Lo studio ha anche rivelato “importanti trasformazioni genetiche associate a successivi eventi storici” nell’area dell’Italia centrale. In particolare, i ricercatori hanno riconosciuto due momenti: l’età imperiale romana, con il trasferimento di schiavi e soldati da una parte all’altra del Mediterraneo, ma anche l’Alto Medioevo con le sue invasioni barbariche. “Questo cambiamento genetico - afferma Johannes Krause, direttore del Max Planck Institute per l’evoluzione antropologica - descrive chiaramente il ruolo dell’Impero Romano nello spostamento delle persone su larga scala in un momento di maggiore mobilità socioeconomica e geografica”. “L’Impero Romano - afferma Cosimo Posth, docente all’Università di Tubinga e Centro Senckenberg per l’evoluzione umana e il paleoambiente - sembra aver lasciato un contributo duraturo al profilo genetico degli europei meridionali, colmando il divario tra le popolazioni europee e del Mediterraneo orientale sulla mappa genetica dell’Eurasia occidentale”

  • 1