Leone d’Oro alla carriera a Paul Schrader
Per Barbera “Schrader è una figura centrale della New Hollywood che ha rivoluzionato l’immaginario, l’estetica e il linguaggio del cinema americano a partire dai tardi anni Sessanta
di Keystone-ATS
Leone d’Oro alla carriera a Paul Schrader
Immagine Shutterstock

È stato attribuito a Paul Schrader il Leone d’oro alla carriera della 79esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il regista statunitense è autore di film come “Il collezionista di carte”, “Il bacio della pantera”, “American Gigolò”, e sceneggiatore di “Toro scatenato”, Taxi Driver”, “Complesso di colpa”, “Yakuza”. La decisione è stata presa oggi dal Cda della Biennale di Venezia, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera. “Sono profondamente onorato - ha dichiarato Paul Schrader, nell’accettare la proposta - Venezia è il mio Leone del cuore”.

La vita di Schrader
Schrader è nato nel 1946 a Grand Rapids, Michigan (Usa). Ha scritto e diretto più di trenta film. Si è laureato al Calvin College, in seguito ha conseguito un master alla Ucla Film School di Los Angeles e si è iscritto poi all’American Film Institute. Dopo gli inizi come critico cinematografico, Schrader si è imposto nel mondo del cinema con le sue sceneggiature innovative, lasciando un segno indelebile nei film di registi quali Sidney Pollack (Yakuza, 1974) e Brian De Palma (Complesso di colpa, 1976), e collaborando per quattro volte con Martin Scorsese per Taxi Driver (1976), Toro scatenato (1980), L’ultima tentazione di Cristo (1988) - presentato alla Mostra di Venezia - e Al di là della vita (1999).

Il debutto con Blue Collar
Il suo debutto dietro la cinepresa è con Blue Collar (1978) con Richard Pryor e Harvey Keitel, e una sorta di libera autobiografia, Hardcore, con George C. Scott, seguita dall’acclamato noir American Gigolo (1980) con Richard Gere, e dal remake horror Il bacio della pantera (1982), con Nastassja Kinski e Malcolm McDowell. Tra le altre pellicole Mishima. Una vita in quattro capitoli (1985), Cortesie per gli ospiti (1990), Lo spacciatore (1992).

Nomination agli Oscar
Nel 2019, Schrader è stato nominato all’Oscar per la migliore sceneggiatura per il thriller drammatico First Reformed, con Ethan Hawke e Amanda Seyfried, che ha anche diretto, presentato in prima mondiale alla Mostra di Venezia 2017. Nel 2021, Schrader ha scritto e diretto il dramma criminale Il collezionista di carte, con Oscar Isaac e Tiffany Haddish, anch’esso presentato in prima mondiale alla Mostra di Venezia.

Colui che “rivoluzionò l’immaginario”
Per Barbera “Schrader è una figura centrale della New Hollywood che ha rivoluzionato l’immaginario, l’estetica e il linguaggio del cinema americano a partire dai tardi anni Sessanta. Non è un’esagerazione affermare che si tratta di uno dei più importanti autori americani della sua generazione, un cineasta profondamente influenzato dal cinema e dalla cultura europea, uno sceneggiatore ostinatamente indipendente, ma capace di lavorare su committenza e di muoversi con disinvoltura nel sistema hollywoodiano. L’audace stilizzazione visiva che informa tutte le sue opere, le colloca tra le forme più moderne di un cinema non riconciliato e sottilmente indagatore della contemporaneità. Schrader non solo continua a lavorare - conclude - ma ci ha dato alcuni dei suoi film più belli proprio negli ultimi anni”.

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