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C'è del ghiaccio sui vulcani più alti del Sistema Solare, fra cui Marte
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Keystone-ats
un mese fa
La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, si deve al Trace Gas Orbiter, il veicolo della missione ExoMars nell'orbita marziana, ed è stata poi confermata dalla sonda Mars Express, entrambe dell'Agenzia Spaziale Europea.

C'è ghiaccio d'acqua sui vulcani più alti del Sistema Solare, quelli che superano da una a tre volte l'Everest e che si trovano su Marte, nella regione equatoriale Tharsis. È la prima volta che viene individuato ghiaccio in questa zona del pianeta rosso. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, si deve al Trace Gas Orbiter, il veicolo della missione ExoMars nell'orbita marziana, ed è stata poi confermata dalla sonda Mars Express, entrambe dell'Agenzia Spaziale Europea. Lo studio, guidato dall'Università di Berna e al quale ha partecipato anche l'Istituto Nazionale di Astrofisica con l'Osservatorio di Padova e l'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma, sfida le precedenti ipotesi sul clima marziano e fornisce informazioni essenziali per la futura esplorazione umana e per la ricerca di eventuali forme di vita. "Pensavamo che fosse impossibile la formazione di ghiaccio attorno all'equatore di Marte, poiché il mix tra calore del Sole e atmosfera molto sottile mantiene le temperature relativamente alte sia in superficie che in cima alle montagne, a differenza di ciò che vediamo sulla Terra", dice Adomas Valantinas che ha guidato i ricercatori, attualmente alla Brown University americana: "La sua esistenza qui è entusiasmante e suggerisce che ci sono processi eccezionali in gioco che ne consentono la formazione".

Sottilissimo ma molto esteso

Nonostante sia sottilissimo, probabilmente quanto un capello umano, il ghiaccio rilevato copre una vasta area: rappresenta circa 150mila tonnellate che ogni giorno, durante la stagione fredda, si sciolgono poco dopo l'alba e si riformano quando il Sole tramonta, l'equivalente di circa 60 piscine olimpioniche. Secondo gli autori dello studio, il fenomeno potrebbe essere dovuto a una particolare modalità di circolazione dell'aria in quest'area ricca di vulcani: "i venti risalgono i pendii delle montagne, portando aria relativamente umida fino ad altitudini più elevate, dove si condensa e si deposita sotto forma di brina - afferma Nicolas Thomas dell'università di Berna, tra i ricercatori coinvolti nello studio - è un fenomeno che osserviamo anche sulla Terra e in altre zone di Marte".

Domande sul tema

La scoperta solleva la domanda sul perché questo ghiaccio non sia mai stato individuato prima d'ora. "I motivi sono diversi: in primo luogo - aggiunge Adomas - le sonde devono seguire un'orbita che passi sopra Tharsis proprio all'alba, quando il ghiaccio è ancora presente: mentre i due orbiter marziani dell'Esa possiedono tali orbite, molti altri sono sincronizzati con il Sole e possono osservare lo stesso luogo solo nel pomeriggio. In secondo luogo, la formazione del ghiaccio avviene solo nella stagione fredda - prosegue il ricercatore - e quindi la finestra per individuarlo è ancora più ristretta: insomma, bisogna essere nel posto giusto al momento giusto".