Allarme per il pianeta, “Bisogna agire in fretta”
Il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu lancia l’allarme per il clima e gli ambientalisti rispondono. Verdi: “La crisi procede senza sosta”, WWF: “La finestra di opportunità si chiuderà presto”
di Keystone-ATS/MMINO
Allarme per il pianeta, “Bisogna agire in fretta”
Foto Ticinonews

Il rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), pubblicato oggi, è un appello ad agire, stando alla sinistra e agli ambientalisti. Il Consiglio federale promette di profilarsi a livello internazionale. La Svizzera si impegnerà per un’efficace protezione dai mutamenti globali alla 26esima Conferenza delle parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (COP26) prevista a Glasgow (Scozia, GB) in novembre, ha assicurato oggi in un tweet la consigliera federale Simonetta Sommaruga, responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC).

Verdi, Greenpeace, WWF, SES: si agisca!
Il rapporto dell’IPCC mostra chiaramente che la crisi climatica procede senza sosta. “Dopo il ‘no’ alla legge sul CO2, la Svizzera deve ora fare tutto il possibile per raggiungere gli obiettivi climatici di Parigi”, ha dichiarato il consigliere nazionale Kurt Egger (Verdi/TG) citato in un comunicato. Il partito chiede al parlamento di attuare gli elementi indiscussi della Legge sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2), tra cui le misure per una piazza finanziaria rispettosa del clima, la promozione della protezione del clima attraverso un fondo e i limiti alle emissioni per i veicoli. Il crescente numero di catastrofi che sconvolgono il mondo sono un campanello d’allarme, affermano Greenpeace, WWF Svizzera e Fondazione svizzera per l’energia (SES). L’esperto di clima di Greenpeace Georg Klingler sostiene che, dopo la bocciatura della Legge sul CO2, occorre trovare modi per proteggere il clima accettabili per la maggioranza. “La politica e l’economia stanno facendo troppo poco contro la crisi climatica”, aggiunge il collettivo Sciopero per il clima su Twitter.

Poiché i tre quarti delle emissioni di gas a effetto serra in Svizzera sono generate nel settore energetico, la rapida espansione di vettori rinnovabili è la misura di protezione del clima più efficace, indica SES in un comunicato. Il principale strumento politico per cambiare le cose è la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, che è all’ordine del giorno nella sessione autunnale delle Camere. Va trovato un consenso in modo che gli investimenti nelle energie rinnovabili diventino attraenti e l’enorme potenziale sia sfruttato. Anche per il WWF Svizzera non c’è tempo da perdere: la “finestra di opportunità per la lotta contro il riscaldamento globale” si chiuderà presto, scrive.

Caritas e GISO: attenzione a ripercussioni sociali
Il cambiamento climatico tocca tutti, ma i più poveri sono i più colpiti, avverte dal canto suo Caritas Svizzera in una presa di posizione. Il documento dell’IPCC è “estremamente preoccupante”. I mutamenti climatici stanno progredendo senza controllo, afferma l’organizzazione umanitaria su Twitter. “Ecco perché ci battiamo per la giustizia climatica”. Sempre sulla stessa rete sociale, anche la Gioventù socialista (GISO) si fa portavoce di preoccupazioni sociali. “Abbiamo una scelta: una buona qualità di vita per tutti o la barbarie e il caos”, scrivono i giovani del PS.

Greta, peggio ancora evitabile ma riconoscere crisi
“Il nuovo rapporto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) non contiene vere sorprese. Conferma ciò che già sappiamo da migliaia di studi e rapporti precedenti: che siamo in una situazione di emergenza”. Così Greta Thumberg su Instagram. La giovane attivista ha poi aggiunto che si tratta di “un solido (ma cauto) riassunto della migliore scienza attualmente disponibile”. “Non ci dice cosa fare - prosegue la 18enne svedese, che ha milioni di follower nel mondo - Sta a noi essere coraggiosi e prendere decisioni basate sulle prove scientifiche fornite in questi rapporti. Possiamo ancora evitare le peggiori conseguenze, ma non se continuiamo come oggi, e non senza trattare la crisi come una crisi”.

Servono regole uniformi per tutti
La Svizzera si sforza di ottenere regole uniformi ed efficaci che valgano per tutti i paesi. Questo il nocciolo della reazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), sollecitato da Keystone-ATS, al rapporto del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) pubblicato oggi. In una presa di posizione per iscritto, l’UFAM indica che nei negoziati internazionale la Svizzera si concentra su miglioramenti in tre aree: “In primo luogo, vuole garantire che le emissioni di gas a effetto serra che un paese riduce all’estero non possano essere prese in considerazione due volte (per il paese donatore e quello ricevente). In secondo luogo, la Svizzera vuole rafforzare gli investimenti nella protezione del clima nei paesi in via di sviluppo. E infine, tutti i paesi dovrebbero adottare strategie per diventare climaticamente neutri entro il 2050”. Sul fronte interno, dopo la bocciatura in votazione della Legge sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Legge sul CO2), la futura politica climatica sarà formulata da Consiglio federale e Parlamento sullo sfondo dell’iniziativa popolare per i ghiacciai, ritiene l’UFAM.

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