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A Locarno debutta "Fiore mio", il primo film di Paolo Cognetti
© Wikimedia - Vincenza Inchingolo, Public domain
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Redazione
15 giorni fa
La pellicola verrà proiettata in anteprima mondiale il 6 agosto, in occasione del Pre Festival.

Verrà presentato in anteprima mondiale alla 77esima edizione del Locarno Film Festival come evento di preapertura, il 6 agosto in Piazza Grande, 'Fiore mio' il primo film scritto, diretto e interpretato dall'autore italiano Paolo Cognetti. Dopo il successo de "Le otto montagne" - tratto dal suo omonimo romanzo e diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, vincitore del Premio della Giuria a Cannes nel 2022 - lo scrittore milanese torna al cinema il 25, 26 e 27 novembre con il nuovo titolo, prodotto da Samarcanda Film, Nexo Studios, Harald House e EDI Effetti Digitali Italiani con il sostegno della Film Commission Vallée d'Aoste.

Un film centrato sul Monte Rosa

Protagonista del documentario la montagna amata dall'autore: il Monte Rosa, un luogo geografico ma soprattutto un luogo del sentire e un luogo della comprensione di quanto abbiamo intorno. Quando nell'estate del 2022 l'Italia viene prosciugata dalla siccità, Paolo Cognetti assiste per la prima volta all'esaurimento della sorgente della sua casa a Estoul, piccolo borgo a 1700 metri di quota che sovrasta la vallata di Brusson. Questo avvenimento lo sconvolge profondamente, tanto da far nascere in lui l'idea di voler raccontare la bellezza delle sue montagne, dei paesaggi e dei ghiacciai ormai destinati a sparire o cambiare per sempre.

Musiche firmate da Brondi

Nel suo viaggio sul Monte Rosa Cognetti non è solo. Con lui ci sono il direttore della fotografia Ruben Impens, l'amico di una vita Remigio, nato e cresciuto in val d'Ayas, Corinne e Mia, donne dei rifugi che accolgono i viandanti, lo sherpa Sete, che si divide tra Italia e Nepal, il cane Laki, inseparabile compagno di camminate e il cantautore Vasco Brondi, amico fraterno di Cognetti e in questa occasione, per la prima volta, al lavoro su un'intera colonna sonora. Per il film, oltre alle musiche originali, Brondi ha scritto e interpretato una nuova canzone, "Ascoltare gli alberi", che chiuderà il documentario.