Regno Unito, da domani dosi agli over 25
Redazione

Il governo britannico di Boris Johnson accelera ancora nella corsa ai vaccini, anche per contenere la temuta variante Delta (ex ‘indiana’) del Covid, e annuncia da domani l’avvio della somministrazione di massa delle dosi anche agli over 25. A formalizzarlo è stato il ministro della Sanità, Matt Hancock, ribadendo ai Comuni che è ancora presto per confermare l’avvio dal 21 giugno della prossima tappa d’uscita dal lockdown, in attesa della verifica finale dei dati il 14, ma dicendosi sempre più speranzoso sulla capacità delle vaccinazioni di “spezzare il legame fra nuovi contagi, ricoveri in ospedale e morti”.

I vaccini, ha detto il ministro ai deputati, stanno spezzando il legame diretto fra il rimbalzo dei contagi e il totale casi gravi o mortali di Covid: legame “che ancora in autunno era rocciosamente solido”. Malgrado “l’incremento” in atto nel Regno di nuovi contagi alimentati dalla variante Delta, ha proseguito, “la curva dei ricoveri in ospedale resta al momento sostanzialmente piatta”. Stando ai dati aggiornati al 3 giugno, ha sottolineato, i casi di variante Delta individuati sull’isola erano saliti in totale a 12.383, ormai prevalenti sugli altri ceppi del coronavirus, ma con soltanto 126 persone costrette al ricovero in ospedale, 83 delle quali “non vaccinate” neppure con una dose. Gli antidoti - ha quindi chiosato Hancock - stanno funzionando e per questo è vitale che tutte le persone convocate si presentino per farsi vaccinare, incluse quelle chiamate per una seconda dose che garantisce la miglior protezione contro la variante Delta”. Quanto ai dati di giornata, diffusi in contemporanea, il Regno Unito fa segnare nelle ultime 24 ore censite altri 5’683 contagi su oltre 1,2 milioni di tamponi, ma con un numero di decessi - pur alleggerito dal parziale ritardo statistico consueto nella raccolta delle cifre relative al weekend - fermo ad appena una vittima conteggiata in più su tutto il territorio nazionale. Mentre la somma dei ricoveri in tutti i reparti - ordinari o di terapia intensiva - di tutti gli ospedali dell’isola rimane per ora attestata ai minimi europei attorno a 930 pazienti.

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